Citazione di Engels, argomento Case di proprietà e salario
Facciamo l’ipotesi che in un certo distretto industriale sia divenuto regola il possesso della casetta da parte degli operai. In questo caso la classe operaia di quella zona abita gratis; le spese di alloggio non entrano più a far parte del valore della loro forza lavoro. Ad ogni diminuzione del costo di produzione della forza lavoro, cioè ad ogni durevole diminuzione dei prezzi dei mezzi di sussistenza degli operai, viene però a corrispondere “in base alle leggi ferree della economia politica”, una riduzione del valore della forza lavoro, alla quale in ultimo consegue una corrispondente diminuzione dei salari. I salari medi diminuirebbero quindi di un ammontare corrispondente alla media della pigione risparmiata, cioè l’operaio pagherebbe ancora il fitto per la sua propria casa, ma non, come prima, in denaro versato al padron di casa, ma bensì sotto forma di lavoro non pagato trattenuto dall’industriale per cui egli lavora. (…)
Ciò che abbiamo detto sopra vale per tutte le così dette riforme sociali, che mirano a un risparmio o una riduzione dei prezzi dei mezzi di sussistenza degli operai. O divengono generali, e allora sono seguiti da una corrispondente diminuzione dei salari, oppure rimangono degli esperimenti del tutto isolati, ed allora il fatto stesso che sussistono come eccezioni singole dimostra che la loro applicazione in grande è incompatibile col vigente modo capitalistico di produzione.
Engels, La questione delle abitazioni, pag. 67/68
1872
