Citazione di Engels, argomento Divisione del lavoro
Alla mentalità delle classi colte, ereditata da Dühring, deve certamente apparire una mostruosità che non ci debbano più essere carrettieri ed architetti di professione e che l’uomo, che in una mezz’ora ha dato delle istruzioni come architetto, per un certo tempo possa anche spingere un carro sino a che venga di nuovo richiesta la sua attività di architetto.
Marx, Engels, Opere complete, vol. 25, pag. 192/193
giugno–agosto 1877
Essendo diviso il lavoro, anche l’uomo è diviso. Tutte le altre capacità fisiche e spirituali sono sacrificate alla formazione di una sola attività. Questa minorazione dell’uomo cresce nella stessa misura in cui cresce la divisione del lavoro, che raggiunge il suo più alto sviluppo nella manifattura.
La manifattura scompone il mestiere nelle sue singole operazioni parziali, assegna ciascuna di queste stesse operazioni ad ogni singolo operaio come compito della sua vita e così lo incatena vita natural durante ad una determinata funzione parziale e ad un determinato strumento.
Marx, Engels, Opere complete, vol. 25, pag. 281
agosto 1877–marzo/aprile 1878
Non solo gli operai, ma anche le classi che sfruttano direttamente o indirettamente gli operai vengono, dalla divisione del lavoro, asservite allo strumento della loro attività; il borghese dallo spirito squallido, al proprio capitale e alla propria avidità di profitto, il giurista alle sue incartapecorite idee giuridiche che lo dominano come un potere per sé stante; i “ceti colti” in generale alle molteplici meschinità e unilateralità del proprio ambiente, alla propria miopia fisica e spirituale, al loro storpiamento prodotto dall’educazione impostata secondo una specializzazione e dall’incatenamento vita natural durante a questa specializzazione stessa, anche se poi questa specializzazione è il puro far niente.
Marx, Engels, Opere complete, vol. 25, pag. 282
agosto 1877–marzo/aprile 1878
Specialmente deve sparire la vecchia divisione del lavoro. Al suo posto deve subentrare un’organizzazione della produzione in cui, da una parte nessun singolo può scaricare sulle spalle di altri la propria partecipazione al lavoro produttivo, fondamento naturale dell’umana esistenza, in cui, dall’altra, il lavoro produttivo, anziché mezzo per l’asservimento, diventa mezzo per l’emancipazione degli uomini, poiché fornisce ad ogni singolo l’occasione di sviluppare e di mettere in azione tutte quante le sue capacità sia fisiche che spirituali in tutte le direzioni: e in cui così il lavoro, da peso diverrà gioia.
Marx, Engels, Opere complete, vol. 25, pag. 283
agosto 1877–marzo/aprile 1878
