Citazione di Engels, argomento Marx
Non posso negare che prima e durante la mia collaborazione di quarant’anni con Marx io ebbi pure una certa qual parte indipendente tanto alla fondazione come alla elaborazione della teoria. Ma la maggior parte delle idee direttrici fondamentali, particolarmente nel campo economico e storico, e specialmente la loro netta formulazione definitiva, appartengono a Marx.
Il contributo che io ho dato, – eccezion fatta per un paio di scienze speciali, – avrebbe potuto essere apportato da Marx anche senza di me. Ciò che Marx ha fatto invece, io non sarei stato in grado di farlo.
Marx stava più in alto, vedeva più lontano, aveva una visione più larga e più rapida di tutti noi altri. Marx era un genio, noi tutt’al più dei talenti. Senza di lui la teoria sarebbe ben lungi dall’essere ciò che è. A ragione, perciò, essa porta il suo nome.
Engels, Ludwig Feuerbach e il punto d’approdo della filosofia classica tedesca, pag. 56
1845-1846
Entrambe queste grandi scoperte: la concezione materialistica della storia e la rivelazione del segreto della produzione capitalistica mediante il plusvalore, le dobbiamo a Marx.
Con queste due grandi scoperte il socialismo è diventato una scienza che ora si tratta anzitutto di elaborare ulteriormente in tutti i suoi particolari e nessi.
Marx, Engels, Opere Complete, vol. 25, pag. 27
settembre 1876-gennaio 1877
Il pensiero fondamentale, cui si informa il “Manifesto” – che la produzione economica e la struttura sociale che necessariamente ne consegue formano, in qualunque epoca storica, la base della storia politica e intellettuale dell’epoca stessa; che, conforme a ciò, dopo il dissolversi della primitiva proprietà comune del suolo, tutta la storia è stata una storia di lotte di classi, di lotte tra classi sfruttate e classi sfruttatrici, tra classi dominate e classi dominanti, in diversi gradi dello sviluppo sociale; che questa lotta ha ora raggiunto un grado in cui la classe sfruttata e oppressa (il proletariato) non può più liberarsi dalla classe che la sfrutta e la opprime (la borghesia), senza liberare anche a un tempo, e per sempre, tutta la società dallo sfruttamento, dall’oppressione e dalle lotte fra le classi – questo pensiero fondamentale appartiene a Marx unicamente ed esclusivamente.
Marx, Engels, Opere Complete, vol. 6, pag. 664
28 giugno 1883
Fu proprio Marx ad aver scoperto per primo la grande legge dell’evoluzione storica, la legge secondo la quale tutte le lotte della storia, si svolgano sul terreno politico, religioso, filosofico o su altro terreno ideologico, in realtà non sono che l’espressione più o meno chiara di lotte fra classi sociali; secondo la quale l’esistenza e quindi anche le collisioni di queste classi sono a loro volta condizionate dal grado di sviluppo della loro situazione economica, dal modo della loro produzione e dal modo di scambio che ne deriva.
Marx, Engels, Opere Complete, vol. 11, pag. 617
1885
L’uomo più odiato e calunniato del suo tempo, Karl Marx, era, quando morì, il consigliere sempre ricercato e sempre pronto del proletariato dei due mondi.
Marx, Engels, Opere Complete, vol. 11, pag. 651
8 ottobre 1885
Si direbbe che questi signori credano che tutto sia abbastanza buono per gli operai. Se sapessero come Marx considerava le sue cose migliori non ancora abbastanza buone per gli operai, come egli considerava un delitto offrire agli operai qualcosa di inferiore a ciò che vi è di meglio!
Marx, Engels, Sul materialismo storico, pag. 75
5 agosto 1890
Quando si è avuta la fortuna di aver lavorato fianco a fianco, per quarant’anni, con un uomo come Marx, di solito, finché l’altro rimane in vita, non si viene apprezzati come si riterrebbe di meritare; ma una volta morto il più grande, il minore viene allora facilmente sopravvalutato, e questo mi pare sia proprio ora il mio caso.
Marx, Engels, Opere Complete, vol. 50, pag. 109
14 luglio 1893
Un uomo come Marx può pretendere di essere ascoltato per sé stesso, di tramandare alla posterità le sue scoperte scientifiche nella piena integrità della sua propria esposizione.
Marx, Il Capitale, libro 3, vol. 1, pag. 29
1895
