Citazione di Engels, argomento Religione
La religione è l’atto dell’autosvuotamento dell’uomo.

Marx [et al.], Annali franco-tedeschi, pag. 249

1843

Solo l’origine umana del contenuto di tutte le religioni giustifica qua e là la loro pretesa al rispetto; soltanto la coscienza che persino la più sfrenata superstizione contiene in fondo le eterne determinazioni dell’essenza umana, pur se in forma così stravolta e deformata, solo questa coscienza redime la storia della religione, specialmente quella del Medioevo, dal ripudio totale e dall’eterno oblío.

Marx, Engels, Opere Complete, vol. 3, pag. 504

gennaio 1844

Per vedere la magnificenza dell’essenza umana, per conoscere lo sviluppo del genere nella storia, il suo progresso inarrestabile, la sua vittoria sempre certa sulla irrazionalità del singolo, il suo superamento di tutto ciò che ha una apparenza sovrumana, la sua lotta dura una vittoriosa sulla natura, condotta fino alla conquista della libera e umana autocoscienza, fino alla conquista della consapevolezza dell’unità dell’uomo con la natura e della creazione libera e autonoma d’un mondo nuovo fondato su rapporti vitali meramente umani ed etici; per conoscere tutte queste cose nella loro grandezza non abbiamo bisogno di evocare l’astrazione di un “Dio”, per attribuirle quindi ogni bellezza, grandezza, sublimità e autentica umanità; non abbiamo bisogno di questa deviazione, non abbiamo bisogno di imprimere sull’autentica umanità il timbro del “divino” per esser certi della sua grandezza e magnificenza.
Al contrario: quanto più qualcosa è “divina”, ossia inumana, tanto meno la ammireremo.

Marx, Engels, Opere Complete, vol. 3, pag. 504

gennaio 1844

L’uomo ha perduto nella religione la sua propria essenza, si è spogliato della sua umanità e si avvede adesso, poi che la religione è entrata in crisi a causa del progresso della storia, della sua vacuità e inconsistenza.
Ma egli non ha altra salvezza, non può riconquistare la sua umanità e la sua essenza altrimenti che superando radicalmente tutte le rappresentazioni religiose e ritornando decisamente e schiettamente non a “Dio” ma a sé stesso.

Marx, Engels, Opere Complete, vol. 3, pag. 505

gennaio 1844

L’essenza propria dell’uomo è assai più splendida e sublime dell’essenza immaginaria di tutti gli “Dei” possibili, che non sono altro che il riflesso più o meno confuso e deformato dell’uomo stesso.

Marx, Engels, Opere Complete, vol. 3, pag. 505

gennaio 1844

Che cosa è Dio? La filosofia tedesca la ha così risolta: Dio è l’uomo.

Marx, Engels, Opere Complete, vol. 3, pag. 505

gennaio 1844

La religione, per sua stessa natura, è lo svuotamento dell’uomo e della natura di ogni contenuto, la trasposizione di questo contenuto nel fantasma di un Dio soprannaturale, il quale poi, a sua volta, concede per sua grazia che gli uomini e la natura ricevano un po’ della sua sovrabbondanza.

Marx [et al.], Annali franco-tedeschi, pag. 248

1844

Vogliamo rimuovere tutto ciò che si proclama soprannaturale e sovrumano, e rendere impossibile in questo modo la mancanza di verità, poiché la pretesa dell’umano e del naturale di essere sovrumano e soprannaturale è la radice di ogni falsità e menzogna.
Per questo appunto abbiamo dichiarato guerra una volta per sempre alla religione ed alle rappresentazioni religiose, e poco ci curiamo di essere chiamati atei e simili.

Marx [et al.], Annali franco-tedeschi, pag. 251

1844

Non in regioni ultramondane, prive di esistenza, non al di là del tempo e dello spazio, non in un “Dio” immanente nel mondo o ad esso contrapposto è da ritrovare la verità, ma assai più vicino, nel petto stesso dell’uomo.
La natura peculiare dell’uomo è assai più splendida e sublime della natura immaginaria di tutte le possibili “divinità”, le quali invero altro non sono che la copia, più o meno oscura e snaturata, dell’uomo stesso.

Marx [et al.], Annali franco-tedeschi, pag. 253

1844

La religione, una volta formata, ha sempre un contenuto di carattere tradizionale.

Engels, Ludwig Feuerbach e il punto d’approdo della filosofia classica tedesca, pag. 76

1845-1846

Il riflesso fantastico delle cose umane nella mente umana: la religione.

Engels, Dialettica della natura, pag. 190

1876

Le forze naturali sono per l’uomo primitivo qualche cosa di estraneo, di misterioso, di superiore. A un certo grado, che tutti i popoli civili attraversano, egli se le assimila mediante la personificazione. Questo impulso alla personificazione creò appunto dèi dappertutto, e il consensus gentium (universale consenso, ndc) sulla prova dell’esistenza di Dio non trova appunto altro che questo impulso alla personificazione quale necessario grado di transizione, quindi anche della religione.
Solo la conoscenza reale delle forze naturali caccia gli dèi o il Dio da una posizione dopo l’altra.

Marx, Engels, Opere Complete, vol. 25, pag. 603

1876

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