Citazione di Engels, argomento Risorgimento italiano
Ma tra i principi nazionali, il nemico principale della libertà italiana è stato ed è Carlo Alberto.
Marx, Engels, Opere Complete, vol. 7, pag. 397
12 agosto 1848
(Riferendosi a Carlo Alberto, ndc) Tutto il movimento popolare dell’anno 1848, egli credeva di poterlo confiscare a beneficio della sua miseranda persona. Pieno di odio e di diffidenza contro tutti gli uomini veramente liberali, si circondava di persone più o meno devote all’assolutismo e inclini a favorire la sua ambizione di re.
Alla testa dell’esercito pose dei generali di cui non doveva temere la superiorità intellettuale o le opinioni politiche, ma che non godevano la fiducia dei soldati e non possedevano il talento necessario a condurre felicemente a termine la guerra. Egli si faceva chiamare pomposamente il “liberatore” d’Italia mentre a quegli stessi che avrebbe dovuto liberare imponeva, come condizione, il suo giogo. Le circostanze gli erano favorevoli come raramente avviene a un uomo. La sua cupidigia, la sua brama di aver molto e, possibilmente, tutto, gli ha fatto infine perdere anche ciò che già aveva conquistato.
Marx, Engels, Opere Complete, vol. 7, pag. 398
12 agosto 1848
D’ora in poi gli italiani non possono porre e non porranno più la loro liberazione nelle mani di un principe o di un re; per la loro salvezza, essi devono anzi, al più presto, mettere da parte come inservibile questa “spada d’Italia”. Se l’avessero fatto prima, se avessero messo a riposo il re e il suo regime assieme con tutti i suoi seguaci, e avessero realizzato l’unione democratica, oggi probabilmente non vi sarebbero più austriaci in Italia.
Così invece hanno soltanto sofferto per nulla tutti gli orrori di una guerra condotta dai loro nemici con barbaro furore; non soltanto hanno affrontato invano i più duri sacrifici, ma si trovano anche abbandonati senza protezione alla sete di vendetta degli uomini della reazione austro-metternichiana e delle loro soldatesche.
Chi legge i manifesti indirizzati da Radetzky agli abitanti della Lombardia, da Welden alla popolazione delle Legazioni romane, comprenderà che Attila con le sue schiere di Unni deve ora apparire agli italiani come un angelo di misericordia.
Marx, Engels, Opere Complete, vol. 7, pag. 398/399
12 agosto 1848
