Citazione di Engels, argomento Schiavi e operai
Tutta la differenza rispetto alla schiavitù aperta dell’antichità è che l’operaio odierno sembra essere libero perché non viene venduto in una sola volta, ma a pezzo a pezzo, a giorni, a settimane, ad anni, e perché non viene venduto da un proprietario all’altro, ma è egli stesso che deve vendersi a questo modo, poiché non è lo schiavo di un singolo ma dell’intera classe abbiente.
In fondo, per lui la cosa resta la stessa, e anche se questa apparenza di libertà da un lato deve dargli una certa libertà reale, dall’altro lato, tuttavia, ha lo svantaggio che nessuno garantisce il suo sostentamento, che egli può essere respinto ogni momento dal suo padrone, la borghesia, e abbandonato all’inedia, allorché la borghesia non ha più alcun interesse alla sua occupazione, alla sua esistenza.
Con questa istituzione, invece, la borghesia si trova molto meglio che non con l’antica schiavitù, poiché può licenziare i suoi uomini quando le piace, senza perdere un capitale investito, e in generale ottiene il lavoro assai più a buon mercato di quel che non si ottenesse con gli schiavi.
Engels, La situazione della classe operaia in Inghilterra, pag. 117
novembre 1844–marzo 1845
