Citazione di Lenin, argomento Apartiticità
Ma chi non sa che il richiamo alla apartiticità di queste o di quelle istituzioni altro non è, di solito, che una frase ipocrita sulle labbra delle classi dominanti, che desiderano occultare il fatto che le istituzioni vigenti sono permeate, già in novantanove casi su cento, del più preciso spirito politico?

Lenin, Opere Complete, vol. 7, pag. 42/43

settembre 1903

Abbasso l’apartiticità! L’apartiticità è stata sempre e dappertutto strumento e parola d’ordine della borghesia.

Lenin, Opere Complete, vol. 10, pag. 51

18 novembre 1905

Per la socialdemocrazia (marxisti, ndc) l'”apartiticità” (nella tattica e nella politica in generale) è soltanto una copertura, e quindi una forma particolarmente dannosa di sottomissione degli operai alla ideologia borghese, alla politica borghese.

Lenin, Opere Complete, vol. 12, pag. 289/290

30 marzo 1907

Uno dei fenomeni più diffusi e più gravi nella nostra vita pubblica è l’atteggiamento sprezzante (se non decisamente negativo) verso il partito. (…) La politica, nel senso serio del termine, possono farla solo le masse, ma la massa dei senza partito, e che non segue un forte partito, è una massa dispersa, senza una coscienza, incapace di fermezza e che si trasforma in un giocattolo nelle mani di abili politicanti, i quali spuntano sempre fuori dalle classi dominanti al “momento giusto”.

Lenin, Opere Complete, vol. 19, pag. 403

4 ottobre 1913

Quanto più una data popolazione o una data classe è politicamente evoluta, preparata, cosciente, tanto più essa si raggruppa, in linea di massima, nei partiti. (…) l’apartiticità o la mancanza di un partito sufficientemente determinato e organizzato è infatti il segno dell’instabilità di classe (nella migliore delle ipotesi; perché, nell’ipotesi peggiore, questa mancanza significa che le masse vengono turlupinate dai ciarlatani della politica: fenomeno sin troppo noto nei regimi parlamentari).

Lenin, Opere Complete, vol. 24, pag. 517

6 giugno 1917

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