Citazione di Lenin, argomento Borghese piccolo
Il tratto distintivo e fondamentale del piccolo borghese è di combattere contro ciò che è borghese con i mezzi della società borghese.

Lenin, Opere Complete, vol. 1 pag. 355

fine 1894 e inizio 1895

Questa strana pretesa di saltare oltre la propria testa, ossia di porsi al di sopra di tutte le classi, costituisce l’essenza della concezione del mondo di ogni Kleinburger (piccolo-borghese, ndc).

Lenin, Opere Complete, vol. 2, pag. 478

verso la fine del 1897

Borghese vuol dire proprietario. Borghesia sono tutti i proprietari presi assieme. Grande borghese vuol dire grande proprietario. Piccolo borghese, piccolo proprietario. Dire borghesia e proletariato è come dire proprietari e operai, ricchi e nullatenenti, quelli che vivono del lavoro altrui e quelli che lavorano per altri in cambio di una busta paga.

Lenin, Opere Scelte, vol. 1, pag. 404

marzo 1903

Il piccolo borghese oscilla inevitabilmente tra rivoluzione e controrivoluzione in tutti i paesi e in tutte le situazioni politiche. Egli vuole emanciparsi dal giogo del capitale e rinsaldare la propria condizione di piccolo proprietario. Ma un simile compito non può essere in fondo assolto, e le esitazioni del piccolo borghese riguardo alla sostanza della struttura stessa della società moderna sono assolutamente inevitabili.

Lenin, Opere Complete, vol. 10, pag. 251

28 marzo 1906

I piccoli borghesi (fragili, pietosamente instabili, stanchi, disperati, autocontemplatori, contemplatori di dio, edificatori di dio, conniventi con dio, autoumiliantesi, insensatamente anarcoidi – meravigliosa espressione!! – eccetera, eccetera).

Lenin, Opere Complete, vol. 35, pag. 78

metà novembre 1913

Il piccolo borghese dipende dalla borghesia, perché vive come un padrone e non come un proletario (per il suo posto nella produzione sociale), e anche per il suo modo di pensare segue la borghesia.

Lenin, Opere Complete, vol. 24, pag. 55

10 aprile 1917

Il proletario riconosce la rapacità della gestione capitalistica per condurre una lotta di classe contro il capitale, per impostare tutta la sua politica sulla sfiducia incondizionata nella classe dei capitalisti, per distinguere anzitutto, nella questione dello Stato, al servizio di quale classe lo “Stato” si ponga e quali interessi di classe difenda.
Il piccolo borghese è talora “furibondo” contro il capitale, ma, passato l’accesso di collera, ritorna alla sua fiducia nei capitalisti e alle speranze da lui riposte nello “Stato” … dei capitalisti!

Lenin, Opere Complete, vol. 24, pag. 570

31 maggio 1917

I piccoli borghesi, per metà ingenui e per metà interessati, si fidano dei capitalisti e dello Stato capitalistico.

Lenin, Opere Complete, vol. 25, pag. 35

17 giugno 1917

La situazione economica del piccolo borghese è tale, le sue condizioni di esistenza sono tali che egli non può non ingannarsi, e oscilla involontariamente, inevitabilmente, ora verso la borghesia, ora verso il proletariato. Economicamente egli non può avere una “linea” propria.

Lenin, Opere Complete, vol. 25, pag. 191

26 luglio 1917

La grande borghesia ne ha viste di tutti i colori e sa bene che la repubblica democratica, come ogni altra forma statale in regime capitalistico, è solo una macchina per schiacciare il proletariato. (…)   Per la sua posizione economica e per tutte le sue condizioni di vita il piccolo borghese ha minore capacità di far propria questa verità e si culla nell’illusione che la repubblica democratica significhi la “democrazia pura”, lo “Stato popolare libero”, il potere del popolo fuori o al di sopra delle classi, la pura manifestazione della volontà di tutto il popolo, ecc., ecc.
La solidità di questi pregiudizi del democratico piccolo-borghese dipende inevitabilmente dal fatto che egli è estraneo alla lotta di classe più acuta, alla Borsa, alla “vera” politica, e sarebbe assolutamente in antitesi col marxismo aspettarsi che la sola propaganda riesca a sradicare in poco tempo questi pregiudizi.

Lenin, Opere Complete, vol. 28, pag. 188/189

20 novembre 1918

Tra i piccoli borghesi, che, come quelli del 1848, hanno il culto della “democrazia” borghese, senza capirne il carattere borghese, e i rivoluzionari proletari non può esservi pace. Essi non possono lavorare insieme.

Lenin, Opere Scelte, vol. 5, pag. 465

10 ottobre 1919

Il piccolo borghese “inferocito” per gli orrori del capitalismo è un fenomeno sociale caratteristico, come l’anarchismo, di tutti i paesi capitalistici.  L’instabilità di questo rivoluzionarismo, la sua sterilità, la sua proprietà di trasformarsi rapidamente in docilità, apatia, fantasticheria e persino in “folle” passione per questa o quella corrente borghese “di moda”, tutto questo è universalmente noto.

Lenin, Opere Scelte, vol. 6, pag. 14

27 aprile 1920

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