Citazione di Lenin, argomento Burocrazia
I detentori di funzioni pubbliche cessano, in regime socialista, di essere dei “burocrati”, dei “funzionari” nella misura in cui viene introdotta, oltre all’eleggibilità, anche la loro revocabilità in ogni momento, e ancora si riduce il loro stipendio al salario medio di un operaio.
Lenin, La Comune di Parigi, pag. 143
agosto-settembre 1917
In regime capitalistico, la democrazia è ristretta, compressa, monca, mutilata da tutto l’ambiente creato dalla schiavitù del salario, dalla povertà e dalla miseria delle masse. Per questa ragione – ed è questa la sola – nelle nostre organizzazioni politiche e sindacali i funzionari sono corrotti (o, più esattamente, hanno tendenza a esserlo) dall’ambiente capitalistico e manifestano l’inclinazione a trasformarsi in burocrati, cioè in persone privilegiate, staccate dalle masse e poste al di sopra di esse. Qui è l’essenza del burocratismo; e fino a quando i capitalisti non saranno stati espropriati, fino a quando la borghesia non sarà stata rovesciata, una certa “burocratizzazione” degli stessi funzionari del proletariato è inevitabile.
Lenin, Stato e rivoluzione, pag. 147/148
agosto-settembre 1917
Servendosi appunto dell’esempio della Comune, Marx dimostrò che i detentori di funzioni pubbliche cessano in regime socialista, di essere dei “burocrati”, dei “funzionari” man mano che, oltre che alla eleggibilità, se ne stabilisce la revocabilità in ogni momento, man mano che inoltre si riduce il loro stipendio al salario medio di un operaio e per di più si sostituiscono le istituzioni parlamentari con istituzioni “di lavoro, cioè legislative ed esecutive allo stesso tempo”.
Lenin, Stato e rivoluzione, pag. 148
agosto-settembre 1917
