Per capitalismo s’intende lo stato di sviluppo della produzione mercantile, in cui diventano merce non più soltanto i prodotti del lavoro umano, ma anche la stessa forza-lavoro dell’uomo.
Lenin, Opere Complete, vol. 1, pag. 86/87
autunno 1893
L’appropriazione da parte di privati del prodotto del lavoro sociale organizzato dall’economia mercantile: questa è l’essenza del capitalismo.
Lenin, Opere Scelte, vol. 1, pag. 120
primavera–estate 1894
Vi siano diversi modi di criticare il capitalismo, che si possa criticare il capitalismo assumendo una posizione sentimentale o una posizione scientifica.
Lenin, Il romanticismo economico, pag. 103
primavera 1897
Il capitalismo è quella struttura della società in cui la terra, le fabbriche, gli strumenti, ecc. appartengono a un piccolo numero di proprietari terrieri e di capitalisti, mentre la massa del popolo non possiede, o quasi, alcuna proprietà e deve perciò lavorare a salario.
Lenin, Opere Complete, vol. 4, pag. 316
1899
La società moderna è interamente fondata sullo sfruttamento delle grandi masse della classe operaia da parte di un’infima minoranza della popolazione appartenente alle classi dei proprietari fondiari e dei capitalisti. Questa società è una società schiavistica, dato che i “liberi” operai, che lavorano tutta la vita per il capitale, “hanno diritto” soltanto a quei mezzi di sussistenza che sono indispensabili per mantenere gli schiavi che producono i profitti, per assicurare e perpetuare la schiavitù capitalistica.
Lenin, Opere Complete, vol. 10, pag. 73
3 dicembre 1905
Il capitalismo non si sviluppa con la stessa rapidità nei diversi paesi e nei diversi rami dell’economia nazionale. Il marxismo viene assimilato più facilmente, più rapidamente, completamente e tenacemente dalla classe operaia e dai suoi ideologi là dove la grande industria è più sviluppata.
Lenin, Opere Complete, vol. 16, pag. 321
16 dicembre 1910
I capitalisti non amano parlare dei loro utili. Il “segreto commerciale” è severamente mantenuto e per un profano è molto difficile penetrare nei “segreti” che rivelerebbero come si formano le ricchezze. La proprietà privata è sacra: nessuno può immischiarsi nei fatti di un proprietario. Tale è il principio del capitalismo. (…)
La sacra proprietà privata ha dovuto sacrificare una particella della propria santità: si è dovuto costringere con una legge le imprese azionistiche a condurre una regolare contabilità e a pubblicarne i bilanci principali. Naturalmente, la truffa ai danni del pubblico non è per questo cessata, ma ha preso unicamente altre forme, è divenuta più scaltra.
Lenin, Opere Complete, vol. 19, pag. 184
9 giugno 1913
Dovunque si guardi, a ogni passo ci si imbatte in compiti che l’umanità sarebbe completamente in grado di risolvere immediatamente. Lo impedisce il capitalismo. Questo ha accumulato enormi ricchezze, e gli uomini ne sono stati resi schiavi; ha risolto problemi molto complessi della tecnica e ha frenato l’attuazione pratica dei miglioramenti tecnici a causa della povertà e dell’ignoranza di milioni di persone, per l’ottusa taccagneria di un pugno di milionari.
La civiltà, la libertà e la ricchezza in regime capitalista fanno pensare a un riccone satollo, il quale imputridisce da vivo e non lascia vivere ciò che è giovane. Ma ciò che è giovane cresce e prenderà il sopravvento nonostante tutto.
Lenin, Opere Complete, vol. 19, pag. 358
17 settembre 1913
Alcuni possiedono la terra, le fabbriche, i capitali e vivono del lavoro non retribuito degli operai: sono un’infima minoranza. Altri invece, cioè la stragrande maggioranza della popolazione, non possiedono nessun mezzo di produzione e vivono vendendo la propria forza-lavoro: sono i proletari.
Lenin, Opere Complete, vol. 20, pag. 135
11 marzo 1914
Il capitale organizza e razionalizza il lavoro all’interno della fabbrica per accentuare l’oppressione dell’operaio, per incrementare il proprio profitto. Ma in tutta la produzione sociale permane e si aggrava quel caos che porta alle crisi, allorché le ricchezze accumulate non trovano acquirenti, e milioni di operai soccombono e fanno la fame per mancanza di lavoro.
Lenin, Opere Complete, vol. 20, pag. 142
13 marzo 1914
Il capitalismo non sarà mai studiato a fondo in tutte le manifestazioni della sua pirateria e nemmeno in tutte le più minute ramificazioni del suo sviluppo storico e nelle sue particolarità nazionali. Sui particolari, gli scienziati (e specialmente i pedanti) non smetteranno mai di disputare. “Su questa base”, sarebbe ridicolo rifiutarsi di prender parte alla lotta socialista (marxista, ndc) contro il capitalismo.
Lenin, La guerra imperialista, pag. 63
maggio-giugno 1915
Il capitalismo è la proprietà privata dei mezzi di produzione e l’anarchia della produzione. Predicare una “giusta” divisione del reddito su tale base è prudhonismo, ignoranza piccolo-borghese, filisteismo.
Lenin, La guerra imperialista, pag. 34
23 agosto 1915
Il capitalismo è la proprietà privata dei mezzi di produzione e l’anarchia della produzione.
Lenin, Marx-Engels-Marxismo, pag. 265
23 agosto 1915
Il capitalismo, che prese le mosse dal capitale usurario minuto, termina la sua evoluzione mettendo capo a un capitale usurario gigantesco.
Lenin, Opere Scelte, vol. 2, pag. 490
gennaio–giugno 1916
Lo sviluppo del capitalismo avviene nei vari paesi in modo estremamente ineguale. Del resto non potrebbe essere diversamente in regime di produzione mercantile. Di qui l’inevitabile conclusione: il socialismo non può vincere contemporaneamente in tutti i paesi.
Lenin, Marx–Engels-Marxismo, pag. 302
settembre 1916
La caratteristica fondamentale del modernissimo capitalismo è costituita dal dominio delle leghe monopolistiche dei grandi imprenditori.
Lenin, Opere Complete, vol. 22, pag. 260
gennaio-giugno 1916
Il capitalismo puro è produzione di merci. La produzione di merci è lavoro per un mercato sconosciuto e libero.
Lenin, Opere Complete, vol. 25, pag. 60/61
22 giugno 1917
Il capitalismo non sarebbe capitalismo se non opprimesse, intimidisse le masse di milioni di lavoratori, la stragrande maggioranza di essi, se non le tenesse nel bisogno e nell’ignoranza.
Lenin, Opere Scelte, vol. 5, pag. 343
28 maggio 1919
In confronto al feudalesimo, il capitalismo è stato un progresso di portata storica mondiale sulla via della “libertà”, dell’”eguaglianza”, della “democrazia”, della “civiltà”. Tuttavia il capitalismo è stato e rimane il sistema della schiavitù salariata, dell’asservimento di milioni di lavoratori, di operai e di contadini a un’infima minoranza di moderni (“moderne”) padroni di schiavi, di grandi proprietari fondiari e di capitalisti.
La democrazia borghese ha cambiato la forma di questa schiavitù economica in confronto al feudalesimo, le ha dato una copertura particolarmente brillante, ma non ne ha cambiato, né poteva cambiarne la sostanza. Il capitalismo e la democrazia borghese significano schiavitù salariata.
Lenin, Opere Scelte, vol. 5, pag. 418
20 luglio 1919
Il capitalismo non sarebbe capitalismo se, da una parte, non condannasse le masse a uno stato di sottomissione, di oppressione, di intimidazione, di dispersione (le campagne!) e di ignoranza e se, dall’altra, non mettesse nelle mani della borghesia l’apparato gigantesco della menzogna e dell’inganno, della mistificazione, in massa, degli operai e dei contadini, del loro istupidimento, ecc.
Lenin, Opere Scelte, vol. 5, pag. 539
16 dicembre 1919
Il capitalismo e l’ambiente borghese da esso creato (…) suscitano, assolutamente in tutti i campi del lavoro e della vita, un carrierismo borghese, uno sciovinismo nazionalistico, una grettezza piccolo-borghese, ecc., identici per la sostanza e diversi solo per insignificanti sfumature formali.
Lenin, Opere Scelte, vol. 6, pag. 80
12 maggio 1920
Il capitalismo è un male in confronto al socialismo. Il capitalismo è un bene in confronto al periodo medievale, in confronto alla piccola produzione, in confronto al burocratismo che è connesso alla dispersione dei piccoli produttori.
Lenin, Opere Scelte, vol. 6, pag. 458
21 aprile 1921
