Citazione di Lenin, argomento Comunisti
I comunisti non incoraggiano la spontaneità, non sono per le esplosioni isolate. I comunisti insegnano alle masse l’azione organizzata, razionale, unanime, tempestiva, matura. (…)
I comunisti ritengono loro dovere, e del tutto giustamente, stare con le masse degli oppressi in lotta, e non con gli eroi piccolo-borghesi che se ne stanno in disparte e aspettano vilmente. Quando le masse lottano, gli errori sono inevitabili: i comunisti, pur vedendo questi errori, spiegandoli alle masse, sforzandosi di correggerli, battendosi instancabilmente per la vittoria della consapevolezza sulla spontaneità, rimangono con le masse.

Lenin, Opere Scelte, vol. 5, pag. 343

28 maggio 1919

Il compito dei comunisti è infatti quello di saper convincere gli elementi arretrati, di saper lavorare tra loro, di non separarsi da loro con parole d’ordine “di sinistra” puerili e cervellotiche.

Lenin, Opere Scelte, vol. 6, pag. 32

27 aprile 1920

I comunisti hanno il dovere di non tacere le debolezze del loro movimento, devono anzi criticarle apertamente, per liberarsene al più presto e nel modo più radicale.

Lenin, Opere Scelte, vol. 6, pag. 101

4 luglio 1920

Se un comunista pensasse di menar vanto del suo comunismo in base alle conclusioni bell’e fatte di cui si è impadronito, senza aver compiuto un lavoro importante, molto serio e difficile, senza aver compreso i fatti verso cui deve assumere un atteggiamento critico, un tale comunista sarebbe ben triste.

Marx, Engels, Lenin, Sui giovani, pag. 107

2 ottobre 1920

Si può diventare comunisti soltanto se si arricchisce la propria memoria con tutta la ricchezza di conoscenze che l’umanità ha elaborato.

Lenin, Opere Scelte, vol. 6, pag. 176

2 ottobre 1920

Se io sono padrone di questo pezzo di terra, me ne infischio degli altri; se avranno fame, tanto meglio: venderò il mio grano a un prezzo più alto. Se ho un posticino di medico, ingegnere, maestro, impiegato, me ne infischio degli altri. Forse dimostrandomi connivente, compiacente verso chi ha il potere, conserverò il mio posticino e potrò anche farmi strada, diventare un borghese. Un comunista non può avere una simile psicologia e una simile mentalità.

Lenin, Opere Scelte, vol. 6, pag. 181

2 ottobre 1920

Che cos’è un comunista? Comunista è una parola latina. Comunista deriva dalla parola “comune”. La società comunista significa: tutto in comune, la terra, le fabbriche, il lavoro. Ecco che cos’è il comunismo.

Lenin, Opere Scelte, vol. 6, pag. 182/183

2 ottobre 1920

I comunisti non debbono crogiolarsi nel proprio brodo, ma imparare ad agire, senza arrestarsi dinanzi a certi sacrifici e senza temere gli errori inevitabili all’inizio di qualsiasi impresa nuova e difficile, in modo da penetrare nel locale chiuso dove i rappresentanti della borghesia esercitano la loro influenza sugli operai.
I comunisti che non vorranno comprenderlo e non vorranno impararlo, non potranno sperare di conquistare la maggioranza tra gli operai, o, comunque, essi renderanno più difficile e rallenteranno la conquista di tale maggioranza. E per i comunisti e per tutti i sostenitori autentici della rivoluzione operaia questa è già una cosa del tutto imperdonabile.

Lenin, Opere Scelte, vol. 6, pag. 674/675

9 aprile 1922

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