Citazione di Lenin, argomento Crisi capitalistiche
Da che cosa dipende questa terribile malattia cronica della società capitalistica, le cui ricadute sono così regolari da poter essere predette? La produzione capitalistica non può svilupparsi che a salti, due passi avanti e uno (e talvolta anche due) indietro.
Come abbiamo già rilevato, la produzione capitalistica è una produzione per la vendita, una produzione di merci per il mercato. E dispongono della produzione i singoli capitalisti, ciascuno isolatamente, e nessuno può sapere con esattezza quanti e quali prodotti precisamente sono richiesti sul mercato.
Si produce a tentoni, preoccupandosi soltanto di sorpassarsi l’un l’altro. È del tutto naturale che la quantità dei prodotti possa non corrispondere alla richiesta del mercato.

Lenin, Opere Complete, vol. 5, pag. 76

agosto 1901

La crisi dimostra che gli operai non possono limitarsi alla lotta per strappare singole concessioni ai capitalisti: durante la ripresa dell’industria tali concessioni si possono ottenere (…) ma poi viene il crollo, e i capitalisti non soltanto ritirano le concessioni fatte, ma approfittano dell’impotenza degli operai per ridurre ancora i salari.

Lenin, Opere Complete, vol. 5, pag. 78

agosto 1901

Ma che significa questa “rovina” di imprese nella società capitalistica? Significa che i capitalisti deboli, i capitalisti di “seconda grandezza” sono messi in disparte dai milionari più solidi. (…)
La sostituzione di ricconi di secondo piano con altri di primo piano, l’aumento delle forze del capitale, la rovina della massa dei piccoli proprietari (per esempio, dei piccoli risparmiatori, che col fallimento di una banca perdono tutti i loro averi), la terribile pauperizzazione degli operai, ecco che cosa porta con sé la crisi.

Lenin, Opere Complete, vol. 5, pag. 78/79

agosto 1901

Sono cambiate le forme, l’ordine di successione, la fisionomia delle singole crisi, ma le crisi continuano a essere parte integrante del regime capitalistico.

Lenin, Opere Scelte, vol. 2, pag. 8

marzo–aprile 1908

Il capitale organizza e razionalizza il lavoro all’interno della fabbrica per accentuare l’oppressione dell’operaio, per incrementare il proprio profitto.
Ma in tutta la produzione sociale permane e si aggrava quel caos che porta alle crisi, allorché le ricchezze accumulate non trovano acquirenti, e milioni di operai soccombono e fanno la fame per mancanza di lavoro.

Lenin, Opere Complete, vol. 20, pag. 142

13 marzo 1914

In regime capitalistico non è possibile un ritmo uniforme dello sviluppo economico, né delle singole aziende, né dei singoli Stati. In regime capitalistico non sono possibili altri mezzi per ristabilire di tanto in tanto l’equilibrio spezzato, all’infuori della crisi nell’industria e della guerra nella politica.

Lenin, Marx-Engels-Marxismo, pag. 265

23 agosto 1915

La grande importanza di tutte le crisi sta nel fatto che esse rendono palese ciò che è nascosto, respingono il convenzionale, il superficiale, il secondario, spazzano via i rifiuti della politica e svelano le molle reali della lotta di classe effettivamente in atto.

Lenin, Opere Complete, vol. 24, pag. 212

22 aprile 1917

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