La dittatura del proletariato, quale unica classe coerentemente rivoluzionaria, è indispensabile per rovesciare la borghesia e far fallire i suoi tentativi controrivoluzionari. Il problema della dittatura del proletariato assume tale importanza che non può esserci alcun iscritto al partito socialdemocratico (marxista, ndc) che la neghi o l’accetti soltanto a parole.
Lenin, Opere Complete, vol. 23, pagg. 66/67
agosto-ottobre 1916
Impossibile è la soppressione delle classi senza la dittatura della classe oppressa, del proletariato.
Lenin, La guerra imperialista, pag. 35
23 agosto 1915
I socialisti (marxisti, ndc) vogliono utilizzare lo Stato moderno e le sue istituzioni nella lotta per l’emancipazione della classe operaia e affermano altresì la necessità di utilizzare lo Stato nella forma originale che esso assume durante il passaggio dal capitalismo al socialismo.
Questa forma di transizione, che è anche uno Stato, è la dittatura del proletariato.
Lenin, Opere Complete, vol. 23, pag. 163
dicembre 1916
La dittatura del proletariato, vale a dire l’organizzazione dell’avanguardia degli oppressi in classe dominante per reprimere gli oppressori.
Lenin, Opere Complete, vol. 25, pag. 433
agosto-settembre 1917
La dittatura del proletariato è il termine scientifico per definire la classe di cui si tratta, e la forma particolare del potere statale che si chiama dittatura, e cioè: potere basato non sulla legge, non sulle elezioni, ma direttamente sulla forza armata di questa o quella parte della popolazione. In che consiste il senso e il valore della dittatura del proletariato? Precisamente nello spezzare la resistenza dei capitalisti.
Lenin, Opere Complete, vol. 25, pag. 57
21 giugno 1917
La dittatura del proletariato, periodo di transizione verso il comunismo, istituirà per la prima volta una democrazia per il popolo, per la maggioranza, accanto alla repressione necessaria della minoranza, degli sfruttatori.
Lenin, Opere Complete, vol. 25, pagg. 434/435
agosto-settembre 1917
Il passaggio dal capitalismo al comunismo, naturalmente, non può non produrre un’enorme abbondanza e varietà di forme politiche, ma la sostanza sarà inevitabilmente una sola: la dittatura del proletariato.
Lenin, Stato e rivoluzione, pag. 71
agosto-settembre 1917
Insieme a un grandissimo allargamento della democrazia, divenuta per la prima volta una democrazia per i poveri, per il popolo, e non una democrazia per i ricchi, la dittatura del proletariato apporta una serie di restrizioni alla libertà degli oppressori, degli sfruttatori, dei capitalisti. Costoro, non li dobbiamo reprimere, per liberare l’umanità dalla schiavitù salariata; si deve spezzare con la forza la loro resistenza; ed è chiaro che dove c’è repressione, dove c’è violenza, non c’è libertà, non c’è democrazia.
Lenin, Stato e rivoluzione, pag. 121
agosto-settembre 1917
Sarebbe tra l’altro una grossissima sciocchezza e ridicolissimo utopismo ritenere che senza costrizione e senza dittatura sia possibile passare dal capitalismo al socialismo.
Lenin, Opere Complete, vol. 27, pag. 235
marzo-aprile 1918
Non si può vincere e sradicare il capitalismo senza schiacciare implacabilmente la resistenza degli sfruttatori, che non possono essere privati di colpo delle loro ricchezze, dei loro vantaggi nel campo dell’organizzazione e del sapere, e quindi, per un periodo abbastanza lungo, tenteranno inevitabilmente di rovesciare l’odiato potere dei poveri.
Lenin, Opere Scelte, vol. 4, pag. 676/677
13–26 aprile 1918
Dittatura è una grande parola. E le grandi parole non possono essere gettate al vento. La dittatura è un potere ferreo, rapido e audace in senso rivoluzionario, implacabile nella repressione sia degli sfruttatori che dei criminali.
Lenin, Opere Scelte, vol. 4, pag. 677/678
13–26 aprile 1918
La dittatura del proletariato non è una “forma di governo” ma uno Stato d’altro tipo, uno Stato proletario, una macchina con cui il proletariato reprime la borghesia.
Questa repressione è necessaria perché la borghesia oppone sempre una resistenza furibonda alla sua espropriazione.
Lenin, Opere Complete, vol. 28, pag. 108
9 ottobre 1918
La dittatura rivoluzionaria del proletariato è violenza contro la borghesia; la necessità di questa violenza dipende in particolare, come hanno ripetutamente e minuziosamente chiarito Marx e Engels (soprattutto nella Guerra civile in Francia e nella relativa prefazione), dall’esistenza del militarismo e della burocrazia.
Lenin, Opere Complete, vol. 28, pagg. 242-243
ottobre-novembre 1918
La condizione indispensabile della dittatura è la repressione violenta degli sfruttatori come classe e quindi la violazione della “democrazia pura”, cioè dell’uguaglianza e della libertà, nei confronti di questa classe.
Lenin, Opere Scelte, vol. 5, pag. 39
9 novembre 1918
Solo la dittatura del proletariato può emancipare l’umanità dall’oppressione del capitale, dalla menzogna, dalla falsità, dall’ipocrisia della democrazia borghese, che è democrazia per i ricchi, e instaurare la democrazia per i poveri, cioè rendere effettivamente accessibili agli operai e ai contadini poveri i benefici della democrazia, che restano oggi (persino nella pubblica – borghese – più democratica) inaccessibili di fatto alla stragrande maggioranza dei lavoratori.
Lenin, Opere Complete, vol. 28, pag. 376
23 dicembre 1918
La storia insegna che nessuna classe oppressa è mai giunta e ha potuto accedere al dominio senza attraversare un periodo di dittatura, cioè di conquista del potere politico e di repressione violenta della resistenza più furiosa, più disperata, che non si arresta dinanzi a nessun delitto, quale è quella che hanno sempre opposto gli sfruttatori.
Lenin, Opere Scelte, vol. 5, pag. 179
4 marzo 1919
La differenza radicale tra la dittatura del proletariato e la dittatura delle altre classi – la dittatura dei grandi proprietari fondiari nel medioevo, la dittatura della borghesia in tutti i paesi capitalistici progrediti – è nel fatto che la dittatura dei grandi proprietari fondiari e della borghesia schiacciava con la violenza la resistenza della stragrande maggioranza della popolazione, cioè dei lavoratori, mentre la dittatura del proletariato schiaccia con la violenza la resistenza degli sfruttatori, cioè di un’esigua minoranza della popolazione, dei grandi proprietari fondiari e dei capitalisti.
Lenin, Opere Scelte, vol. 5, pag. 185
4 marzo 1919
Chi immagina di poter passare al socialismo senza reprimere la borghesia non è un socialista (marxista, ndc).
Lenin, Opere Scelte, vol. 5, pag. 263
19 marzo 1919
Chi, leggendo Marx, non ha capito che nella società capitalistica, in ogni momento grave, in ogni serio conflitto tra le classi è possibile soltanto o la dittatura della borghesia o la dittatura del proletariato, non ha capito niente né della dottrina economica, né della dottrina politica di Marx.
Lenin, Opere Complete, vol. 29, pag. 285
15 aprile 1919
Il proletariato prende il potere, diventa la classe dominante, distrugge il parlamentarismo e la democrazia borghese, schiaccia la borghesia, schiaccia tutti i tentativi di tutte le altre classi di ritornare al capitalismo, dà un’effettiva libertà ed eguaglianza ai lavoratori (cosa realizzabile solo con l’abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione), dà loro non soltanto il “diritto”, ma la maniera reale di godere di ciò che è stato tolto alla borghesia. Chi non ha capito questo contenuto della dittatura del proletariato (o del potere sovietico, o della democrazia proletaria, che sono la stessa cosa) impiega invano questa parola.
Lenin, Opere Complete, vol. 29, pag. 470
14 luglio 1919
La dittatura del proletariato è il potere di una sola classe, che prende nelle sue mani tutto l’apparato del nuovo Stato, che vince la borghesia e neutralizza tutta la piccola borghesia, i contadini, i ceti medi, gl’intellettuali.
Lenin, Opere Complete, vol. 29, pag. 469
14 luglio 1919
La dittatura del proletariato è una particolare forma di alleanza di classe fra il proletariato, avanguardia dei lavoratori, e i numerosi strati di lavoratori non proletari (piccola borghesia, piccoli proprietari, contadini, intellettuali, ecc.), o la maggior parte di loro, alleanza contro il capitale, alleanza che tende al completo abbattimento del capitale, al completo soffocamento della resistenza della borghesia e dei suoi tentativi di restaurazione, alleanza che tende alla definitiva edificazione e al consolidamento del socialismo.
Lenin, Opere Complete, vol. 29, pag. 346
23 giugno 1919
La dittatura del proletariato non è la fine della lotta di classe, è la sua continuazione in forme nuove.
La dittatura del proletariato è la lotta di classe del proletariato vittorioso, che ha preso nelle sue mani il potere politico, contro la borghesia vinta, ma non annientata, non scomparsa, che non ha cessato di resistere, ma ha intensificato la sua resistenza.
Lenin, Opere Complete, vol. 29, pag. 346
23 giugno 1919
Dittatura del proletariato vuol dire coscienza della necessità di schiacciare con la violenza la resistenza degli sfruttatori, la volontà, la capacità, la decisione di farlo.
Lenin, Opere Scelte, vol. 5, pag. 560
gennaio 1920
Dittatura è una parola grande, dura, sanguinosa, una parola che esprime una lotta implacabile, ad oltranza, tra due classi, due mondi, due epoche della storia del mondo. Parole come queste non si gettano al vento.
Lenin, Opere Scelte, vol. 5, pag. 584
14 febbraio 1920
La dittatura del proletariato è una lotta tenace, cruenta e incruenta, violenta e pacifica, militare ed economica, pedagogica e amministrativa, contro le forze e le tradizioni della vecchia società.
Lenin, Opere Scelte, vol. 6, pag. 24
27 aprile 1920
Abolizione delle classi, dittatura del proletariato per il conseguimento di questo fine, implacabile denuncia di tutti i pregiudizi democratici piccolo-borghesi sulla libertà e sull’uguaglianza, lotta spietata contro questi pregiudizi. Chi non ha capito questo non ha capito niente delle questioni della dittatura del proletariato.
Lenin, Opere Complete, vol. 31, pag. 372
11 dicembre 1920
Riconoscere la dittatura del proletariato non vuol dire andare ad ogni costo, in qualunque momento, all’assalto, fare l’insurrezione. È un’assurdità. Perché un’insurrezione riesca, è necessaria una preparazione lunga, abile, tenace, che costa grandi sacrifici.
Lenin, Opere Complete, vol. 30, pag. 321
14 novembre 1920
Distruzione delle classi (senza la quale non si può neanche parlare di vera libertà per la persona umana, e non per il proprietario, di vera uguaglianza, in senso sociale-politico, tra uomo e uomo, e non dell’ipocrita uguaglianza tra il proprietario e il nullatenente, tra il sazio e l’affamato, tra lo sfruttatore e lo sfruttato).
La dittatura del proletariato conduce alla distruzione delle classi, da una parte abbattendo gli sfruttatori e schiacciandone la resistenza, dall’altra neutralizzando e rendendo inoffensive le oscillazioni del piccolo proprietario tra la borghesia e il proletariato.
Lenin, Opere Complete, vol. 31, pag. 373/374
11 dicembre 1920
