Citazione di Lenin, argomento Divorzio
I reazionari sono contrari alla libertà di divorzio, fanno appello alla necessità di usarla “con cautela” e gridano che libertà di divorzio significa “disgregazione della famiglia”.
La democrazia, invece, ritiene che i reazionari siano degli ipocriti, perché difendono, di fatto, l’onnipotenza della polizia e della burocrazia, i privilegi del sesso maschile e la peggiore oppressione della donna; che, di fatto, la libertà di divorzio non significhi “disgregazione” dei legami familiari, ma implichi, al contrario, il loro rafforzamento su base democratiche, le uniche basi possibili e stabili in una società civile.
Lenin, Opere Scelte, vol. 2, pag. 249
febbraio-maggio 1914
Non si può essere democratici e socialisti (marxisti, ndc), se non si rivendica subito la piena libertà di divorzio, poiché l’assenza di questa libertà è una forma di superoppressione della donna, del sesso oppresso, anche se non è difficile capire che riconoscere la libertà di lasciare il marito non significa invitare tutte le donne a farlo!
Lenin, Opere Scelte, vol. 2, pag. 588
agosto–ottobre 1916
Il diritto al divorzio rimane, nella stragrande maggioranza dei casi, inattuato sotto il capitalismo, perché il sesso oppresso è schiacciato economicamente, perché la donna continua a essere in ogni democrazia capitalistica una “schiava domestica”, confinata nella stanza da letto, nella camera dei bambini, in cucina.
Lenin, Opere Scelte, vol. 2, pag. 589
agosto–ottobre 1916
Quanto più completa è la libertà di divorziare, tanto più chiaro risulta per la donna che la fonte della sua “schiavitù domestica” va ricercata nel capitalismo, e non già nella mancanza di diritti.
Lenin, Opere Scelte, vol. 2, pag. 589
agosto–ottobre 1916
Il diritto al divorzio, come tutti i diritti democratici senza eccezione, può essere attuato in regime capitalistico difficilmente, in modo convenzionale, limitato, angusto e formale, e tuttavia nessun socialdemocratico (marxista, ndc) onesto potrà considerare non solo socialista (marxista, ndc), ma neppure democratico, chi neghi questo diritto. Sta qui l’essenza del problema.
Lenin, Opere Scelte, vol. 2, pag. 590
agosto–ottobre 1916
