Citazione di Lenin, argomento Due pesi due misure
Di solito non avvertiamo nemmeno fino a che punto ci sono radicati in noi le abitudini e i pregiudizi antidemocratici a proposito della “sacra” proprietà borghese.
Quando un ingegnere o un banchiere pubblicano le entrate e le spese di un operaio, dati sul salario e sulla produttività del suo lavoro, si considera la cosa arcilegale e giusta. Nessuno pensa di vederci un’intromissione nella vita privata dell’operaio, né un “atto di spionaggio o una delazione” da parte dell’ingegnere. La società borghese considera il lavoro e il guadagno degli operai salariati come un libro aperto che le appartiene, che ogni borghese ha il diritto di consultare in ogni momento per denunciare un “lusso” che l’operaio si permette, la sua pretesa “pigrizia”, ecc.
E il controllo inverso? E se i sindacati degli impiegati, dei contabili e dei domestici fossero invitati dallo Stato democratico a controllare le entrate e le spese dei capitalisti, a pubblicarne i dati e ad aiutare il governo nella lotta contro l’occultamento dei profitti? Quali grida selvagge leverebbe la borghesia contro lo “spionaggio”, contro le “delazioni”!
Lenin, Opere Scelte, vol. 4, pag. 380
10-14 settembre 1917
La borghesia imperialistica internazionale ha fatto sterminare dieci milioni di uomini (prima guerra mondiale, ndc) e ne ha resi invalidi altri venti milioni nella “sua” guerra, in una guerra scatenata per decidere a chi spetti il dominio mondiale, ai predoni inglesi o invece ai predoni tedeschi.
Se la nostra guerra, se la guerra degli oppressi e degli sfruttati contro gli oppressori e gli sfruttatori, causerà mezzo milione o un milione di vittime in tutto il mondo, la borghesia comincerà a dire che i primi sacrifici erano legittimi e i secondi sono invece delittuosi. Il proletariato dirà ben altro.
Lenin, Opere Complete, vol. 28, pag. 71/72
20 agosto 1918
La vita privata del lavoratore e dello sfruttato non è considerata inviolabile; la borghesia ha il diritto di esigere da ogni “schiavo salariato” che egli le renda dei conti e di rivelare in qualunque momento al pubblico le sue entrate e le sue spese. Ma se gli oppressi tentassero di controllare l’oppressore, di svelare le sue entrate e uscite, di denunciare il suo lusso, (…) la borghesia non tollererebbe lo “spionaggio” e la “delazione”!
Lenin, Opere Complete, vol. 25, pagg. 338/339
10-14 settembre 1917
