Citazione di Lenin, argomento Elezioni
Senza una stampa quotidiana le elezioni rimangono una questione vaga e perdono la metà, se non più, della loro importanza per la educazione politica delle masse.

Lenin, Opere Complete, vol. 18, pag. 129

1 luglio 1912

La democrazia operaia crede soltanto nei programmi, nelle risoluzioni, nella tattica, nelle parole d’ordine che sono state applicate per anni prima delle elezioni e nelle elezioni vengono soltanto ripetute per l’ennesima volta. E chi, senza queste risoluzioni, fabbrica, soltanto per le elezioni, una “piattaforma” che non dice nulla non merita nessuna fiducia.

Lenin, Opere Complete, vol. 18, pag. 169

1 luglio 1912

I partiti borghesi scrivono in tutta fretta, alla bella e meglio, le loro “piattaforme per le elezioni”, per far promesse, per abbindolare gli elettori.

Lenin, Opere Complete, vol. 18, pag. 225

30 luglio 1912

Ogni elezione in un paese borghese è accompagnata da una fiumana di parole, da una esplosione di promesse menzognere. Il principio fondamentale della socialdemocrazia (marxismo, ndc) è di non credere alle parole, ma di esaminare la sostanza delle cose.

Lenin, Opere Complete, vol. 36, pag. 127

settembre 1912

Per la socialdemocrazia (marxisti, ndc) infatti le elezioni non sono una operazione politica particolare, una pesca di seggi a prezzo di qualsiasi promessa o dichiarazione, ma soltanto una particolare occasione di agitazione per rivendicazioni fondamentali e per i principi della concezione politica del proletariato cosciente.

Lenin, Opere Complete, vol. 18, pag. 363/364

5 novembre 1912

Nel nostro secolo non si può fare a meno delle elezioni, non si può fare a meno delle masse; e nell’epoca della stampa e del parlamentarismo è impossibile trascinare le masse al proprio seguito senza un sistema largamente ramificato, metodicamente applicato, solidamente attrezzato, di lusinghe, menzogne, truffe, di giochetti con paroline popolari e alla moda, di promesse – fatte a destra e a sinistra – di ogni sorta di riforme e di ogni sorta di benefici per gli operai, purché essi rinuncino alla lotta rivoluzionaria per abbattere la borghesia.

Lenin, Opere Scelte, vol. 2, pag. 616

ottobre 1916

La borghesia si compiace di definire “libere”, “uguali”, “democratiche”, “universali” le elezioni effettuate in queste condizioni, poiché tali parole servono a nascondere la verità, servono a occultare il fatto che la proprietà dei mezzi di produzione e il potere politico rimangono nelle mani degli sfruttatori e che è quindi impossibile parlare di effettiva libertà, di effettiva uguaglianza per gli sfruttati, cioè per la stragrande maggioranza della popolazione.

Lenin, Opere Complete, vol. 28, pag. 374/375

23 dicembre 1918

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