Citazione di Lenin, argomento Espulsione
Ognuno è libero di scrivere e di dire tutto quel che vuole, senza la minima restrizione. Ma ogni unione volontaria (compreso il partito) e anch’essa libera di mettere alla porta quei suoi membri che si avvalgono del nome del partito per predicare concezioni a esso ostili. La libertà di parola e di stampa deve essere completa. Ma deve esserlo altresì anche le libertà delle associazioni. In nome della libertà di parola io sono tenuto a concederti pieno diritto di urlare, di mentire e di scrivere quel che ti pare. Ma tu sei tenuto, in nome della libertà di associazione, a riconoscermi il diritto di unirmi o dissociarmi da chi dice questa o quella cosa. Il partito è un’unione volontaria, che si disgregherebbe inevitabilmente, dapprima sul piano ideale e poi anche su quello materiale, se non espellesse quei suoi iscritti che predicano concezioni contrarie al partito. La linea di demarcazione tra le concezioni di partito e quelle contrarie al partito è segnata dal programma del partito, dalle sue risoluzioni tattiche e dal suo statuto.

Lenin, Opere Complete, vol. 10, pag. 37

13 novembre 1905

L’espulsione dal partito, e non la costrizione, ecco il mezzo specifico di azione sull’avanguardia, il mezzo per epurarla e temprarla.

Lenin, Opere Scelte, vol. 6, pag. 351

25 gennaio 1921

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