Citazione di Lenin, argomento Intellettuali
Il capitalismo accresce con particolare rapidità il numero degli impiegati ed aumenta sempre più la richiesta di intellettuali. Questi ultimi occupano una posizione particolare fra le altre classi, gravitando, per i loro legami, concezioni ecc., in parte verso la borghesia, in parte verso gli operai salariati, a misura che il capitalismo toglie all’intellettuale la sua indipendenza, lo trasforma in salariato dipendente e minaccia di comprimere il suo tenore di vita.
L’instabile e contraddittoria situazione di transizione di questo strato sociale si riflette nel fatto che in esso trovano una diffusione particolarmente vasta quelle concezioni ambigue, eclettiche, quel miscuglio di principi e punti di vista opposti, quella tendenza a sollevarsi, a parole, nelle sfere iperuranie ed a dissimulare con vuote frasi i conflitti dei gruppi storici della popolazione, tutte cose che Marx ha sferzato così spietatamente coi suoi sarcasmi mezzo secolo fa.

Lenin, Opere Complete, vol. 4, pag. 202

fine 1899

Non si possono chiamare classe i gruppi di intellettuali instabili, che chiamano “ampiezza” la loro indecisione e mancanza di principi.

Lenin, Opere Complete, vol. 6, pag. 159

giugno-luglio 1902

Gli intellettuali si chiamano intellettuali proprio perché riflettono ed esprimono lo sviluppo degli interessi di classe e dei raggruppamenti politici di tutta la società più coscientemente, più risolutamente e più esattamente di chiunque altro.

Lenin, Opere Complete, vol. 7, pag. 37

settembre 1903

Nessuno vorrà negare che gli intellettuali, in quanto strato particolare delle attuali società capitalistiche, sono caratterizzati appunto dall’individualismo e dall’insofferenza per la disciplina e l’organizzazione.

Lenin, Opere Scelte, vol. 1, pag. 497/498

febbraio–maggio 1904

Proprio il marxismo, come ideologia del proletariato educato dal capitalismo, hai insegnato e insegna agli intellettuali instabili la differenza tra l’aspetto dello sfruttamento (la disciplina basata sulla paura di morir di fame) e l’aspetto organizzativo della fabbrica (la disciplina basata sul lavoro comune, reso unitario dalle condizioni di una produzione tecnicamente molto sviluppata).
La disciplina e l’organizzazione, che l’intellettuale borghese acquista con tanta fatica, vengono assimilate con particolare facilità dal proletariato grazie appunto a questa “scuola” della fabbrica.

Lenin, Opere Scelte, vol. 1, pag. 526

febbraio–maggio 1904

L’amore … per i luoghi comuni, la … rinuncia all’esposizione concreta del problema costituiscono una caratteristica prettamente da intellettuali, che è assolutamente estranea al proletariato e, secondo il suo modo di vedere, dannosa.

Lenin, Opere Complete, vol. 12, pag. 292

aprile 1907

Rendono un cattivo servigio al movimento operaio quei suoi amici intellettuali, dai nervi delicati, che sfuggono alla lotta interna fra i socialdemocratici (marxisti, ndc) e lanciano strepiti e appelli a evitare la lotta. Sono brava gente, ma futili, e vani sono i loro strepiti.

Lenin, Sul partito, pag. 113

aprile 1914

Spessissimo gli intellettuali sono prodighi di consigli meravigliosi e di indicazioni direttive, ma si rivelano sino al ridicolo, sino all’assurdo, vergognosamente “impotenti”, incapaci di “attuare” questi consigli e queste indicazioni, di applicare un controllo pratico perché la parola si trasformi in azione.

Lenin, Opere Complete, vol. 26, pag. 392

25-28 dicembre 1917

Intellettuali, i quali ultimi sono imbevuti più di tutti gli altri dei pregiudizi della democrazia piccolo-borghese.

Lenin, Opere Complete, vol. 28, pag. 212

27 novembre 1918

La maggioranza degli intellettuali propende verso la borghesia.

Lenin, Opere Scelte, vol. 5, pag. 359

28 giugno 1919

Per l’individualismo intellettualistico (…) ogni organizzazione e ogni disciplina proletaria s’identificano con la servitù.

Storia del Partito Comunista Bolscevico dell’URSS, pag. 44

1938

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