Citazione di Lenin, argomento Lacchè
Chi è lacchè nell’animo naturalmente si interessa soprattutto dei pettegolezzi e dei piccoli scandali che regnano nelle stanze della servitù.

Lenin, Opere Complete, vol. 18, pag. 303

settembre 1912

Il comune lacchè – naturalmente nella sua massa, escludendo quegli elementi coscienti che già si sono posti dal punto di vista della lotta di classe e cercano una via per uscire dal loro stato servile – è ingenuo, non istruito, spesso analfabeta e poco sviluppato intellettualmente; gli si può perdonare l’ingenua passione di chiacchierare su ciò che per lui è più facile sapere, comprendere e più gli è vicino. Il pubblicista (giornalista, ndc) lacchè è una persona “istruita”, accolta nei migliori salotti.

Lenin, Opere Complete, vol. 18, pag. 304

settembre 1912

La necessità, generata dalla condizione del lacchè, di unire una dose assai moderata di amore per il popolo e una dose assai elevata di obbedienza e di difesa degli interessi del padrone, suscita inevitabilmente l’ipocrisia caratteristica del lacchè come tipo sociale. Si tratta proprio di un tipo sociale, e non delle qualità di singole persone.
Il lacchè può essere un uomo onestissimo, un membro esemplare della sua famiglia, un ottimo cittadino, ma è inevitabilmente condannato a fare l’ipocrita, perché il tratto fondamentale del suo mestiere è di conciliare gli interessi del padrone, che egli si è “impegnato” a servire “anima e corpo”, con gli interessi dell’ambiente nel quale si reclutano i servitori.
Perciò, se si considera la questione dal punto di vista politico, cioè dal punto di vista di milioni di uomini e dei rapporti fra questi milioni di uomini, non si può non giungere alla conclusione che le qualità principali del lacchè, come tipo sociale, sono l’ipocrisia e la viltà che il mestiere di lacchè inculca.

Lenin, Opere Complete, vol. 29, pag. 497/498

luglio 1919

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