Citazione di Lenin, argomento Letteratura di partito
In che cosa consiste questo principio della letteratura di partito? Non soltanto nel fatto che per il proletariato socialista l’attività letteraria non può essere un mezzo di arricchimento di singoli o di gruppi, ma anche nel fatto che essa non può essere in genere un’attività individuale, avulsa dalla causa generale del proletariato.
Lenin, Opere Scelte, vol. 1, pag. 661
13 novembre 1905
L’attività letteraria deve diventare una parte dell’azione generale del proletariato, “una rotella e una vite” dell’unico e grande meccanismo socialdemocratico (marxista, ndc) … “Ogni paragone zoppica”, dice un proverbio tedesco. Zoppica anche il mio paragone tra la letteratura e la vite, tra un movimento vivo e un meccanismo.
E qualche isterico intellettuale sarà pronto a levare lamenti su questo paragone che mortifica, uccide, “burocratizza” la libera battaglia delle idee, la libertà di critica, la libertà della creazione letteraria e così via. In sostanza, questi lamenti sono solo espressione dell’individualismo degli intellettuali borghesi.
Non v’è dubbio, l’attività letteraria meno di tutto si presta al meccanico uguagliamento, al livellamento, al dominio della maggioranza sulla minoranza. Non v’è dubbio, in quest’attività è assolutamente indispensabile assicurare campo libero all’iniziativa personale, alle disposizioni individuali, al pensiero e alla fantasia, alla forma e al contenuto.
Tutto questo è incontestabile, ma dimostra soltanto che l’aspetto letterario dell’attività politica del proletariato non può essere schematicamente identificata con gli altri aspetti dell’azione di partito.
Lenin Opere Scelte, vol. 1, pag. 661/662
13 novembre 1905
Ognuno è libero di scrivere e di dire tutto quel che vuole, senza la minima restrizione. Ma ogni unione volontaria (compreso il partito) e anch’essa libera di mettere alla porta quei suoi membri che si avvalgono del nome del partito per predicare concezioni a esso ostili.
La libertà di parola e di stampa deve essere completa. Ma deve esserlo altresì anche la libertà delle associazioni. In nome della libertà di parola io sono tenuto a concederti pieno diritto di urlare, di mentire e di scrivere quel che ti pare. Ma tu sei tenuto, il nome della libertà di associazione, a riconoscermi il diritto di unirmi o dissociarmi da chi dice questa o quella cosa.
Lenin, Opere Scelte, vol. 1, pag. 662/663
13 novembre 1905
