Citazione di Lenin, argomento Pregiudizio
Di solito non avvertiamo nemmeno fino a che punto ci sono radicati in noi le abitudini e i pregiudizi antidemocratici a proposito della “sacra” proprietà borghese. Quando un ingegnere o un banchiere pubblicano le entrate e le spese di un operaio, dati sul salario e sulla produttività del suo lavoro, si considera la cosa arcilegale e giusta. Nessuno pensa di vederci un’intromissione nella vita privata dell’operaio, né un “atto di spionaggio o una delazione” da parte dell’ingegnere. La società borghese considera il lavoro e il guadagno degli operai salariati come un libro aperto che le appartiene, che ogni borghese ha il diritto di consultare in ogni momento per denunciare un “lusso” che l’operaio si permette, la sua pretesa “pigrizia”, ecc.
E il controllo inverso? E se i sindacati degli impiegati, dei contabili e dei domestici fossero invitati dallo Stato democratico a controllare le entrate e le spese dei capitalisti, a pubblicarne i dati e ad aiutare il governo nella lotta contro l’occultamento dei profitti?
Quali grida selvagge leverebbe la borghesia contro lo “spionaggio”, contro le “delazioni”!
Lenin, Opere Scelte, vol. 4, pag. 380
10-14 settembre 1917
Bisogna distruggere ad ogni costo il pregiudizio assurdo, selvaggio, infame, abominevole secondo il quale soltanto le cosiddette “classi superiori”, soltanto i ricchi e coloro che sono passati per la scuola delle classi ricche possono dirigere lo Stato e l’edificazione organizzativa della società socialista.
Questo è un pregiudizio. Esso viene sostenuto dal consuetudinarismo putrido, fossilizzato, dall’abitudine alla schiavitù e, più ancora, dalla sordida cupidigia dei capitalisti, che hanno interesse ad amministrare derubando e a derubare amministrando.
Lenin, Opere Complete, vol. 26, pag. 389
25-28 dicembre 1917
L’ignoranza è meno lontana dalla verità del pregiudizio.
Lenin, Opere Scelte, vol. 5, pag. 412
14 luglio 1919
