Citazione di Lenin, argomento Religione le radici
Perché mai la religione esiste negli strati arretrati del proletariato urbano, in vasti strati del semiproletariato e nelle masse contadine? Per l’ignoranza del popolo, risponde Il progressista borghese, il radicale, il materialista borghese. E quindi abbasso la religione, viva l’ateismo; il nostro compito principale consiste nel diffondere le idee atee. Il marxista dice: questo è falso. Questa posizione è una specie di illuminismo superficiale, limitato in senso borghese. Quest’opinione non spiega con sufficiente profondità, su un piano materialistico, ma invece idealistico, le radici della religione.
Nei paesi capitalistici moderni queste radici sono principalmente sociali. L’oppressione sociale delle masse lavoratrici, la loro apparente totale impotenza dinanzi alle forze cieche del capitalismo, che causano ogni giorno e ogni ora sofferenze mille volte più terribili, tormenti assai più selvaggi per i semplici operai di tutte le calamita come le guerre, i terremoti, ecc.: ecco dove sta oggi la radice più profonda della religione.
“La paura ha creato gli dei”. La paura di fronte alla forza cieca del capitale, che è cieca perché non può essere prevista dalle masse popolari e che in ogni momento della vita del proletario e del piccolo proprietario minaccia di condurlo e lo conduce alla catastrofe “improvvisa”, “inaspettata”, “accidentale”, che lo rovina, lo trasforma in mendicante, in povero, in prostituta, che lo riduce a morire di fame: ecco la radice della religione moderna, che il materialista deve tener presente, prima di tutto e soprattutto, se non vuol restare un materialista da prima elementare.
Nessun libro di divulgazione potrà sradicare la religione dalle masse abbrutite dalla galera capitalistica, soggette alle cieche forze devastatrici del capitalismo, fino a che queste masse non avranno imparato esse stesse a lottare in modo unitario, organizzato, pianificato e cosciente contro questa radice della religione, contro il potere del capitale in tutte le sue forme.

Lenin, Opere Complete, vol. 15, pag. 384/385

26 maggio 1909

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