Citazione di Lenin, argomento Riformisti
Se non si può ottenere subito qualcosa di grande, si deve lottare per un obiettivo piccolo, ma accessibile. Ma come stabilire che cosa è l’accessibile? Basandosi sul consenso del maggior numero dei partiti politici o degli uomini politici più “influenti”. Quanto più elevato è il numero degli uomini politici che sono d’accordo proprio su qualche piccolo miglioramento, tanto più facile è ottenerlo, tanto più esso è accessibile. Non bisogna essere utopisti e cercare di ottenere molto. Bisogna essere degli uomini politici pratici, sapersi unire a chi esige poco; e questo poco faciliterà la lotta per il molto. Noi consideriamo il poco come la tappa più sicura nella lotta per il molto. Ragionano così tutti gli opportunisti, tutti i riformisti, e per questo si distinguono dai rivoluzionari.

Lenin, Opere Complete, vol. 11, pag. 60

28 giugno 1906

Sembra un paradosso, ma questo paradosso è convalidato da tutta la storia della socialdemocrazia internazionale: la tattica dei riformisti assicura nel modo peggiore l’attuazione delle riforme e la loro concretezza. La tattica della lotta di classe rivoluzionaria assicura nel modo migliore l’una e l’altra cosa. In realtà le riforme vengono imposte proprio dalla lotta di classe rivoluzionaria, dalla sua autonomia, dalla sua forza di massa, dalla sua tenacia. Solo nella misura in cui questa lotta è potente, divengono concrete anche le riforme, che sono sempre menzognere, ambigue.

Lenin, Opere Complete, vol. 11, pag. 62

28 giugno 1906

I riformisti credono di essere dei veri politici, degli uomini che compiono un lavoro positivo, degli uomini di Stato. Ai padroni della società borghese conviene alimentare nel proletariato tali puerili illusioni, ma i socialdemocratici (marxisti, ndc) devono distruggerle implacabilmente.

Lenin, Opere Complete, vol. 16, pag. 284

16 novembre 1910

Ci sono riformisti in tutti i paesi, poiché dappertutto la borghesia si sforza in questo o quel modo di corrompere gli operai e di trasformarli in schiavi soddisfatti, che rinunciano all’idea di eliminare la schiavitù.

Lenin, Opere Scelte, vol. 2, pag. 153/154

12 settembre 1913

I riformisti cercano, mediante elemosine, di dividere e ingannare gli operai, di distoglierli dalla lotta di classe.

Lenin, Opere Complete, vol. 19, pag. 343

12 settembre 1913

L’esperienza di tutti i paesi dimostra che prestando fede ai riformisti gli operai hanno sempre finito con l’essere gabbati.

Lenin, Opere Complete, vol. 19, pag. 343

12 settembre 1913

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