La fede generale nella rivoluzione è già il principio della rivoluzione.
Lenin, Opere Complete, vol. 8, pag. 45
14 gennaio 1905
La rivoluzione istruisce con favolosa rapidità.
Lenin, Su Trotskij, pag. 14
marzo-aprile 1905
La rivoluzione è la festa degli oppressi e degli sfruttati.
Lenin, Opere Scelte, vol. 1, pag. 636
giugno–luglio 1905
Non si deve divinizzare il concetto di “rivoluzione” (…) Non bisogna farsi illusioni, crearsi dei miti: la concezione materialistica della storia e il punto di vista classista non lo permettono in nessun caso.
Lenin, Opere Complete, vol. 8, pag. 412
maggio-giugno 1905
Rivoluzione proletaria, (…) sarebbe un grande errore pensare che per compiere tale rivoluzione sia necessaria la “completa” proletarizzazione della maggioranza della popolazione.
Lenin, Sul movimento operaio italiano, pag. 24
aprile 1908
La rivoluzione possono farla solo le masse, spinte da profonde esigenze economiche.
Lenin, Opere Complete, vol. 11, pag. 396
7 novembre 1907
Due condizioni, almeno, sono necessarie perché una rivoluzione sociale possa trionfare: il livello elevato delle forze produttive e la preparazione del proletariato.
Lenin, Opere Complete, vol. 17, pag. 125
15 aprile 1911
La rivoluzione non cade mai bell’e pronta dal cielo, e quando comincia l’effervescenza rivoluzionaria nessuno sa mai se riuscirà, né quando riuscirà, a diventare una rivoluzione “vera”, “autentica”.
Lenin, Opere Scelte, vol. 2, pag. 436
gennaio 1916
Le rivoluzioni non nascono mai pronte, non escono dalla testa di Giove, non scoppiano in un sol colpo. Sono sempre precedute da un processo di fermenti, di crisi, di movimenti, di rivolte, di inizio di rivoluzione, e questo inizio non sempre si sviluppa fino alla fine.
Lenin, Opere Complete, vol. 21, pag. 410
fine 1915
Colui che attende una rivoluzione sociale “pura”, non la vedrà mai. Egli è un rivoluzionario a parole che non capisce la vera rivoluzione.
Lenin, La guerra imperialista, pag. 192
luglio 1916
È essenziale per la comprensione della rivoluzione: il suo carattere di classe, le sue forze motrici, i suoi metodi di lotta.
Lenin, Opere Scelte, vol. 2, pag. 648
gennaio 1917
Il passaggio del potere statale da una classe a un’altra è il primo segno, il carattere principale, fondamentale, di una rivoluzione, sia nel senso rigorosamente scientifico che nel senso pratico-politico del termine.
Lenin, Opere Complete, vol. 24, pag. 37
8-13 aprile 1917
Non si può fabbricare la rivoluzione né stabilirne un turno. La rivoluzione non si fa su ordinazione, la rivoluzione si sviluppa.
Lenin, Opere Scelte, vol. 4, pag. 121
27 aprile 1917
Ogni rivolgimento politico, quando non si riduca a un semplice alternarsi di cricche dominanti, è una rivoluzione sociale: si tratta soltanto di sapere di quale classe.
Lenin, Opere Complete, vol. 24, pag. 450
1 giugno 1917
Noi vogliamo la rivoluzione socialista con gli uomini quali sono oggi, e che non potranno fare a meno né di subordinazione, né di controllo, né di “sorveglianti, né di contabili”.
Lenin, La Comune di Parigi, pag. 103
agosto-settembre 1917
La rivoluzione è la lotta di classe e la guerra civile più acuta, più selvaggia e più esasperata. Nessuna grande rivoluzione, come è dimostrato dalla storia, si è compiuta senza guerra civile.
Lenin, Opere Scelte, vol. 4, pag. 436
fine settembre 1917
Per partecipare razionalmente, riflessivamente, con successo alla rivoluzione, bisogna istruirsi.
Lenin, Opere Complete, vol. 26, pag. 316
novembre 1917
Inevitabilmente, ogni movimento rivoluzionario è sempre accompagnato da manifestazioni caotiche, da distruzioni, da disordini passeggeri.
Lenin, Sulla rivoluzione socialista, pag. 300
22 gennaio 1918
Gli uomini non sono diventati dei santi solo perché è cominciata la rivoluzione. Le classi lavoratrici, oppresse, abbrutite, strette per secoli nella morsa della miseria, dell’ignoranza, della barbarie, non possono realizzare la rivoluzione senza commettere errori.
Lenin, Opere Scelte, vol. 5, pag. 13
20 agosto 1918
Chi “accetta” la rivoluzione del proletariato solo “a patto” che essa si svolga in modo rettilineo e facile, che l’azione comune dei proletari dei diversi paesi si realizzi di colpo, che ci sia in partenza la garanzia contro ogni sconfitta, che la strada della rivoluzione sia ampia, sgombra, dritta, che nel marciare verso la vittoria non si debbano compiere a volte i sacrifici più gravi, che non “ci si chiuda nella fortezza assediata” o che ci si apra un varco per gli stretti, impraticabili, tortuosi e perigliosi sentieri di montagna, costui non è un rivoluzionario, ma un uomo che è rimasto prigioniero della pedanteria degli intellettuali borghesi e che di fatto andrà sempre a finire nel campo della borghesia controrivoluzionaria.
Lenin, Opere Complete, vol. 28, pag. 69
20 agosto 1918
Una rivoluzione che possa insieme vincere e convincere, che possa di colpo indurre la gente ad aver fiducia, una tale rivoluzione non esiste.
Lenin, Opere Complete, vol. 28, pag. 223
27 novembre 1918
Le rivoluzioni educano in fretta.
Lenin, Opere Complete, vol. 28, pag. 378
23 dicembre 1918
Sarebbe la peggiore delle assurdità credere che la rivoluzione più profonda della storia dell’umanità, il trapasso – compiuto per la prima volta nel mondo – del potere da una minoranza di sfruttatori alla maggioranza degli sfruttati, possa realizzarsi entro il vecchio quadro della vecchia democrazia borghese parlamentare, possa realizzarsi senza le fratture più radicali, senza la creazione di nuove forme di democrazia, senza la creazione di nuovi istituti, che ne incarnino le nuove condizioni d’applicazione, ecc.
Lenin, Opere Complete, vol. 28, pag. 467/468
6 marzo 1919
Non ci sono mai state, non ci sono, non ci saranno e non possono esserci rivoluzioni che non rischiano la sconfitta.
Lenin, Opere Complete, vol. 29, pag. 337
19 maggio 1919
Si chiama rivoluzione l’esasperata lotta di classe quando giunge al massimo accanimento.
Lenin, Opere Complete, vol. 29, pag. 337/338
19 maggio 1919
Una rivoluzione vince se porta avanti la classe d’avanguardia che assesta gravi colpi allo sfruttamento. In questo caso le rivoluzioni vincono anche quando subiscono una sconfitta.
Lenin, Opere Complete, vol. 29, pag. 338
19 maggio 1919
La rivoluzione proletaria è impossibile senza la simpatia e l’appoggio dell’immensa maggioranza dei lavoratori per la loro avanguardia, il proletariato. Ma questa simpatia, questo appoggio non si ottengono di colpo, non sono le elezioni a deciderli, ma si conquistano con una lunga, difficile, dura lotta di classe.
La lotta di classe del proletariato per la simpatia, per l’appoggio della maggioranza dei lavoratori non si esaurisce con la conquista del potere politico da parte del proletariato. Dopo la conquista del potere questa lotta continua, ma in altre forme.
Lenin, Opere Complete, vol. 30, pag. 47
10 ottobre 1919
La storia in generale e la storia delle rivoluzioni in particolare sono sempre più ricche di contenuto, più varie, più multilaterali, più vive, più “aggrovigliate” di quanto immaginino i partiti migliori, le avanguardie più coscienti delle classi più avanzate.
E la cosa si capisce, perché le migliori avanguardie esprimono la coscienza, la volontà, le passioni, la fantasia di decine di migliaia di uomini, ma la rivoluzione viene realizzata in un momento di slancio eccezionale e di straordinaria tensione di tutte le facoltà umane, viene realizzata dalla coscienza, dalla volontà, dalle passioni, dalla fantasia di varie decine di milioni di uomini, spronati dalla più aspra lotta di classe.
Lenin, Opere Scelte, vol. 6, pag. 66
27 aprile 1920
La rivoluzione è una trasformazione che demolisce le fondamenta, le radici del vecchio ordine, e non lo trasforma prudentemente, lentamente, gradualmente, sforzandosi di demolire il meno possibile.
Lenin, Opere Scelte, vol. 6, pag. 565
5 novembre 1921
