Citazione di Lenin, argomento Stato
Lo Stato, che è violenza organizzata, è sorto come fatto inevitabile a un certo grado di sviluppo della società, allorché questa si divise in classi irreconciliabili e non avrebbe potuto continuare a esistere senza un “potere” che avesse l’apparenza di essere al di sopra della società, e fino a un certo punto acquistasse una personalità indipendente da essa.

Lenin, Opere Scelte, vol. 1, pag. 28

luglio–novembre 1914

I socialisti (marxisti, ndc) vogliono utilizzare lo Stato moderno e le sue istituzioni nella lotta per l’emancipazione della classe operaia e affermano altresì la necessità di utilizzare lo Stato nella forma originale che esso assume durante il passaggio dal capitalismo al socialismo.
Questa forma di transizione, che è anche uno Stato, è la dittatura del proletariato.

Lenin, Opere Complete, vol. 23, pag. 163

dicembre 1916

Non abbiamo necessità di un potere rivoluzionario, abbiamo necessità (per un determinato periodo di transizione) di uno Stato. Questo ci distingue dagli anarchici.

Lenin, Opere Complete, vol. 23, pag. 324

11 marzo 1917

Lo Stato è inutile ed impossibile in una società senza antagonismi di classe.

Lenin, Opere Complete, vol. 25, pag. 384

agosto-settembre 1917

Lo Stato è il prodotto e la manifestazione degli antagonismi inconciliabili fra le classi. Lo Stato appare là, nel momento e in quanto, dove, quando e nella misura in cui gli antagonismi di classe non possono essere oggettivamente conciliati. E, per converso, l’esistenza dello Stato prova che gli antagonismi di classe sono inconciliabili.

Lenin, Stato e rivoluzione, pag. 44

agosto-settembre 1917

Che lo Stato sia l’organo di dominio di una classe determinata, che non può essere conciliata col suo antipode (la classe che è al polo opposto), la democrazia piccolo-borghese non sarà mai in grado di capirlo.

Lenin, Stato e rivoluzione, pag. 45

agosto-settembre 1917

Il potere statale, l’organizzazione centralizzata della forza, l’organizzazione della violenza, sono necessari al proletariato sia per reprimere la resistenza degli sfruttatori, sia per dirigere l’immensa massa della popolazione – contadini, piccola borghesia, semiproletariato – nell’opera di “avviamento” dell’economia socialista.

Lenin, Stato e rivoluzione, pag. 62

agosto-settembre 1917

Il potere statale centralizzato, proprio della società borghese, appare nel periodo della caduta dell’assolutismo. Le due istituzioni più caratteristiche di questa macchina dello Stato sono: la burocrazia e l’esercito permanente.

Lenin, Stato e rivoluzione, pag. 65

agosto-settembre 1917

Questo (dello Stato, ndc) apparato burocratico e militare si sviluppa, si perfeziona e si consolida attraverso le numerose rivoluzioni borghesi di cui l’Europa è stata teatro dalla caduta del feudalesimo in poi.
Fra l’altro, precisamente la piccola borghesia si lascia attrarre dalla parte della grande borghesia, ed è sottomessa a quest’ultima, in misura notevole, mediante questo apparato che dà agli strati superiori dei contadini, dei piccoli artigiani, dei commercianti ecc. impieghi relativamente comodi, tranquilli ed onorifici e che pongono i loro titolari al di sopra del popolo.

Lenin, Stato e rivoluzione, pag. 66

agosto-settembre 1917

“Demolire la macchina burocratica e militare”: in queste parole è espresso in modo incisivo l’insegnamento principale del marxismo sui compiti del proletariato nella rivoluzione per ciò che concerne lo Stato.

Lenin, Stato e rivoluzione, pag. 74

agosto-settembre 1917

Marx sottolinea intenzionalmente “la forma rivoluzionaria e transitoria” dello Stato necessario al proletariato. Il proletariato ha bisogno dello Stato solo per un certo periodo di tempo. Quanto all’abolizione dello Stato, come fine, noi non siamo affatto in disaccordo con gli anarchici.
Affermiamo che per raggiungere questo fine è indispensabile utilizzare temporaneamente, contro gli sfruttatori, gli strumenti, i mezzi e i metodi del potere statale, così com’è indispensabile, per sopprimere le classi, instaurare la dittatura temporanea della classe oppressa.

Lenin, Stato e rivoluzione, pag. 95

agosto-settembre 1917

Noi abbiamo, nel regime capitalistico, lo Stato nel vero senso della parola, una macchina speciale per la repressione di una classe da parte di un’altra e, per di più della maggioranza da parte della minoranza.

Lenin, Stato e rivoluzione, pag. 122

agosto-settembre 1917

Nel periodo di transizione dal capitalismo al comunismo, la repressione è ancora necessaria, ma è già la repressione esercitata da una maggioranza di sfruttati contro una minoranza di sfruttatori.
Lo speciale apparato, la macchina speciale di repressione, lo “Stato”, è ancora necessario, ma è già uno Stato transitorio, non più lo Stato propriamente detto, perché la repressione di una minoranza di sfruttatori da parte della maggioranza degli schiavi salariati di ieri è cosa così relativamente facile, semplice e naturale, che costerà molto meno sangue di quello che è costata la repressione delle rivolte di schiavi, di servi e di operai salariati, costerà molto meno caro all’umanità.

Lenin, Stato e rivoluzione, pag. 122/123

agosto-settembre 1917

Lo Stato potrà estinguersi completamente quando la società avrà realizzato il principio: “Ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni”.

Lenin, Stato e rivoluzione, pag. 128

agosto-settembre 1917

Fino all’avvento della fase “superiore” del comunismo, i socialisti (marxisti, ndc) reclamano dalla società e dallo Stato il più rigoroso controllo della misura del lavoro e della misura del consumo; ma questo controllo deve cominciare con l’espropriazione dei capitalisti, con il controllo degli operai sui capitalisti, e deve essere esercitato non dallo Stato dei funzionari, ma dallo Stato degli operai armati.

Lenin, Stato e rivoluzione, pag. 129

agosto-settembre 1917

Che cos’è lo Stato? È l’organizzazione della classe dominante.

Lenin, Opere Scelte, vol. 4, pag. 381

10-14 settembre 1917

La borghesia riconosce che uno Stato è forte soltanto quando esso può far uso di tutta la potenza del suo apparato governativo per far marciare le masse come vogliono i governanti borghesi.
La nostra concezione della forza è un’altra. Ciò che fa la forza di uno Stato, secondo noi, è la coscienza delle masse. Uno Stato è forte, quando le masse sanno tutto, possono giudicare tutto e sono coscientemente pronte a tutto.

Lenin, Opere Scelte, vol. 4, pag. 498

26 ottobre 1917

Lo Stato (ogni Stato, compresa la repubblica più democratica) non è altro che una macchina per l’oppressione di una classe da parte di un’altra.

Lenin, Opere Scelte, vol. 5, pag. 341

28 maggio 1919

Quella dello Stato è una delle questioni più complicate, più difficili, e forse la più imbrogliata dagli scienziati, scrittori e filosofi borghesi.

Lenin, Opere Scelte, vol. 5, pag. 384

11 luglio 1919

La dottrina dello Stato serve di giustificazione ai privilegi sociali, di giustificazione all’esistenza dello sfruttamento, di giustificazione all’esistenza del capitalismo; ecco perché è un enorme errore attendersi l’imparzialità in questa questione e credere che persone che hanno la pretesa d’averla studiata scientificamente possano offrirvi in proposito il punto di vista della scienza pura.

Lenin, Opere Scelte, vol. 5, pag. 386

11 luglio 1919

Spero che sulla questione dello Stato prenderete conoscenza dell’opera di Engels L’origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato.

Lenin, Opere Scelte, vol. 5, pag. 386

11 luglio 1919

Nella questione dello Stato, nella dottrina dello Stato, nella teoria dello Stato, quando conoscerete la questione e l’avrete abbastanza approfondita, scorgerete sempre la lotta delle diverse classi tra di loro, lotta che si riflette o s’esprime nella lotta tra le differenti concezioni dello Stato, nell’apprezzamento della funzione e del significato dello Stato.

Lenin, Marx-Engels-Marxismo, pag. 395

11 luglio 1919

La storia dimostra che lo Stato, come apposito apparato di costrizione degli uomini, è sorto soltanto, dove e quando è apparsa la divisione delle società in classi, vale a dire quando gli uomini vennero divisi in gruppi tali, che gli uni potessero appropriarsi continuamente del lavoro degli altri, che gli uni sfruttassero gli altri.

Lenin, Opere Complete, vol. 29, pagg. 434-435

11 luglio 1919

Lo Stato non è sempre esistito. Vi fu un tempo in cui lo Stato non esisteva. Esso apparve dove e quando apparve la divisione della società in classi, quando apparvero gli sfruttatori e gli sfruttati.

Lenin, Marx-Engels-Marxismo, pag. 396

11 luglio 1919

Lo Stato è il campo della costrizione. Sarebbe follia rinunziare alla costrizione soprattutto nell’epoca della dittatura del proletariato.

Lenin, Opere Complete, vol. 32, pag. 84

25 gennaio 1921

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