Citazione di Lenin, argomento Tattica borghese
Se la tattica della borghesia fosse sempre uniforme, o almeno sempre omogenea, la classe operaia imparerebbe presto a rispondere con una tattica altrettanto uniforme ed omogenea. In realtà, la borghesia elabora inevitabilmente in tutti i paesi due sistemi di governo, due metodi di lotta per la difesa dei propri interessi e del proprio dominio, metodi che ora si avvicendano, ora s’intrecciano in combinazioni diverse.
Il primo è il metodo della violenza, il metodo che nega ogni concessione al movimento operaio, il metodo che sostiene tutte le istituzioni vecchie e superate, il metodo della negazione intransigente delle riforme. Tale è nella sua essenza la politica conservatrice (…)
Il secondo è il metodo del “liberalismo”, dei passi verso lo sviluppo dei diritti politici, verso le riforme, le concessioni, ecc.
La borghesia passa da un metodo all’altro, non per un malvagio calcolo di singole persone e non per caso, ma per la contraddizione fondamentale della sua propria posizione. Una normale società capitalistica non può svilupparsi con successo senza un regime rappresentativo consolidato, senza che vengano concessi certi diritti politici alla popolazione, la quale non può non distinguersi per esigenze relativamente elevate nel campo della “cultura”. L’esigenza di un certo minimo di cultura è generata dalle condizioni dello stesso modo capitalistico di produzione, con la sua tecnica sviluppata, il suo sistema complicato, la sua flessibilità, la sua mobilità, la rapidità dello sviluppo della concorrenza mondiale, ecc. Le oscillazioni nella tattica della borghesia, il passaggio dal sistema della violenza a un sistema di pseudoconcessioni, sono, quindi, da un mezzo secolo, propri della storia di tutti i paesi europei; ed i diversi paesi applicano di preferenza l’uno o l’altro metodo durante determinati periodi.

Lenin, Opere Complete, vol. 16, pag. 323

16 dicembre 1910

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