Sul piano dei principi, noi non abbiamo mai respinto né potevamo respingere il terrorismo. È uno degli aspetti della guerra, che può convenire perfettamente, ed essere addirittura indispensabile in un certo momento della lotta, in una certa situazione dell’esercito e in determinate condizioni.
Ma il fatto è proprio che oggi ci viene proposto il terrorismo non come una delle operazioni di un esercito combattente, operazione strettamente collegata e articolata a tutto il sistema della lotta, ma come un mezzo di attacco isolato, indipendente da tutto l’esercito e sufficiente a se stesso. D’altra parte, in mancanza di un’organizzazione rivoluzionaria centrale e con organizzazioni rivoluzionarie locali deboli, il terrorismo non può essere altro che questo.
È proprio per questo che noi dichiariamo con decisione che, nelle circostanze attuali, il terrorismo è un’arma non opportuna, priva di efficacia, che distoglie i combattenti più attivi dal loro compito vero e più importante per tutto il movimento, e che disorganizza non le forze governative, ma le forze rivoluzionarie.
Marx, Engels, Lenin, “Terrorismo e movimento operaio”, pag. 109
maggio 1901
Il terrorismo non sarà mai un atto di guerra simile agli altri: nel migliore dei casi, esso è utile solo come una delle forme dell’attacco decisivo.
Marx, Engels, Lenin, “Terrorismo e movimento operaio”, pag. 110
maggio 1901
Il terrorismo stimolante è puerile.
Lenin, Opere Scelte, vol. 1, pag. 380
autunno 1901–febbraio 1902
(I) terroristi si prosternano davanti (…) alla spontaneità della più ardente indignazione di intellettuali che non sanno o non possono collegare il lavoro rivoluzionario e il movimento operaio.
È in effetti difficile per coloro che hanno perso la fede in questa possibilità o che non vi hanno mai creduto, trovare alla loro indignazione e alla loro energia rivoluzionaria uno sbocco diverso dal terrorismo.
Marx, Engels, Lenin, “Terrorismo e movimento operaio”, pag. 113
fine 1901 e inizio 1902
Senza il popolo lavoratore tutte le bombe sono impotenti, palesemente impotenti.
Marx, Engels, Lenin, “Terrorismo e movimento operaio”, pag. 139
1 agosto 1902
Il gusto per il terrorismo non è nient’altro che una disposizione effimera.
Marx, Engels, Lenin, “Terrorismo e movimento operaio”, pag. 145
1 agosto 1902
Noi riteniamo che cento regicidi non potranno mai produrre un’azione altrettanto stimolante ed educativa della semplice partecipazione di queste decine di migliaia di operai a riunioni dedicate a discutere i loro interessi vitali e il legame tra la politica e questi interessi.
Marx, Engels, Lenin, “Terrorismo e movimento operaio”, pag. 150
1 dicembre 1902
Il terrore individuale, questo prodotto della debolezza degli intellettuali.
Marx, Engels, Lenin, La guerra partigiana vista dai classici del marxismo-leninismo, pag. 55
settembre 1905
Come dimostra l’esperienza di tutti i paesi dove la rivoluzione ha subito sconfitte, sono la stessa psicologia e la stessa particolarità di classe – quella, per esempio, della piccola borghesia – che si manifestano sia nella prostrazione dell’opportunista, sia nella violenza del terrorista.
Marx, Engels, Lenin, “Terrorismo e movimento operaio”, pag. 220
2 luglio 1908
Gli attentati terroristici individuali sono mezzi di lotta politica irrazionali.
Marx, Engels, Lenin, “Terrorismo e movimento operaio”, pag. 242
25 ottobre 1916
