Le contraddizioni nelle opere, concezioni e teorie, nella scuola di Tolstoi sono realmente stridenti, Da un lato, l’artista geniale, che non solo ha dipinto scene incomparabili di vita russa, ma che ha anche dato opere di prim’ordine alla letteratura mondiale. Dall’altro lato, il grande proprietario terriero che fa l’innocente in Cristo. Da un lato, una protesta notevolmente vigorosa, diretta e sincera contro l’ipocrisia e la menzogna sociale; dall’altro, il “tolstoiano”, cioè un piccolo uomo imbelle, consunto e isterico, detto intellettuale russo, che, battendosi pubblicamente il petto, dice: “Sono malvagio, ripugnante, ma mi dedico all’autoperfezionamento morale; non mangio più carne, ma mi nutro di polpette di riso”. Da un lato, una critica implacabile dello sfruttamento capitalistico, la denuncia delle violenze governative, della farsa della giustizia e dell’amministrazione statale, la scoperta delle contraddizioni profonde tra l’aumento della ricchezza e le conquiste della civiltà e l’aumento della miseria, della degradazione e delle sofferenze delle masse operaie; dall’altro lato, la mistica predicazione della “non resistenza al male” mediante la violenza. Da un lato, il realismo più lucido, la capacità di strappare tutte le maschere; dall’altro, la predicazione di una delle cose più ignobili che possano esistere al mondo, la religione, e la volontà di sostituire ai preti funzionari statali i preti mossi da convincimenti morali, il culto cioè del pretismo più raffinato e, quindi, anche più abietto.
Lenin, Opere Complete, vol. 15, pag. 200
24 settembre 1908
Tolstoi è ridicolo come profeta che scopre nuove ricette per salvare l’umanità, e quindi sono davvero squallidi quei “tolstoiani” stranieri e russi che vogliono trasformare in un dogma proprio il lato più debole della sua dottrina.
Lenin, Opere Scelte, vol. 2, pag. 23/24
24 settembre 1908
Tolstoi ha rispecchiato l’odio accumulato, la maturata aspirazione a un avvenire migliore, il vivo desiderio di liberarsi del passato, ma anche l’immaturità del sognatore, l’inesperienza politica, la fiacchezza rivoluzionaria.
Lenin, Opere Scelte, vol. 2, pag. 25
24 settembre 1908
Tolstoj è grande in qualità di portavoce delle idee e degli stati d’animo che si sono formati in milioni di contadini russi, al momento dell’arrivo della rivoluzione borghese in Russia.
Lenin, Scritti su Tolstoj, pag. 24
24 settembre 1908
Tolstoj è originale, perché le sue idee, nocive in blocco, esprimono nell’insieme proprio le particolarità della nostra Rivoluzione (riferimento alla rivoluzione russa del 1905, ndc), in quanto rivoluzione borghese contadina.
Lenin, Scritti su Tolstoj, pag. 24
1908
Tolstoj seppe indagare nei suoi libri un numero così elevato di grandissimi problemi, seppe raggiungere un tale grado di potenza artistica, che le sue opere si situarono al rango più alto della letteratura internazionale.
Lenin, Scritti su Tolstoj, pag. 31/32
novembre 1910
Tolstoj conosceva alla perfezione la Russia agraria, l’esistenza del proprietario terriero e del contadino. Nei suoi libri, diede delle descrizioni di questa vita che appartengono ai capolavori della letteratura mondiale.
Lenin, Scritti su Tolstoj, pag. 45
dicembre 1910
La protesta di milioni di contadini e la loro disperazione – questi due elementi si sono fusi nell’insegnamento di Tolstoj.
Lenin, Scritti su Tolstoj, pag. 47
dicembre 1910
Il grande mare del popolo, agitato fino alle sue profondità, si è riflesso nell’insegnamento di Tolstoj con tutte le sue debolezze e i suoi punti di forza.
Lenin, Scritti su Tolstoj, pag. 50
dicembre 1910
(Scrivendo a Gorki, ndc) Quanto a Tolstoi, condivido pienamente la vostra opinione, e cioè che gli ipocriti e i bricconi ne faranno un santo.
Lenin, Opere Complete, vol. 34, pag. 340
3 gennaio 1911
A Tolstoi non bisogna perdonare né la “passività”, né l’anarchismo, né il populismo, né la religione.
Lenin, Opere Complete, vol. 34, pag. 341
3 gennaio 1911
Il tolstoismo nel suo contenuto storico reale è appunto l’ideologia dell’ordine orientale, asiatico. Da là vengono l’ascetismo e la non-resistenza al male tramite la violenza.
Lenin, Scritti su Tolstoj, pag. 69
febbraio 1911
L’insegnamento di Tolstoj è, senza contraddizioni, utopico e reazionario nel contenuto, nel senso più preciso e più profondo del termine.
Lenin, Scritti su Tolstoj, pag. 71
febbraio 1911
Ai giorni nostri, ogni tentativo di idealizzare la dottrina di Tolstoj, di giustificare o di raddolcire la sua “non-resistenza”, i suoi appelli allo “Spirito”, il suo sermone d’”autoperfezionamento morale”, la sua dottrina della “coscienza” e dell’”amore” universale, la sua omelia dell’ascetismo e del quietismo ecc., è assai direttamente e assai profondamente nociva.
Lenin, Scritti su Tolstoj, pag. 73
febbraio 1911
La Russia, paese patriarcale, si è come trasformata di colpo in un paese capitalistico moderno. L.N. Tolstoi, ideologo della vecchia Russia, ha preso atto di questa trasformazione in una tirata caratteristica e gustosamente mesta, lamentando che il popolo russo “abbia imparato con sorprendente rapidità a fare la rivoluzione e i parlamenti”.
Lenin, Opere Scelte, vol. 2, pag. 190
marzo 1914
Nessuna classe rivoluzionaria può sottrarsi alla guerra rivoluzionaria senza condannarsi a un pacifismo ridicolo. Non siamo tolstoiani.
Lenin, Opere Scelte, vol. 4, pag. 195
9 giugno 1917
