Nella vita dei popoli i grandi problemi vengono risolti esclusivamente con la forza.
Lenin, Opere Scelte, vol. 1, pag. 652
giugno-luglio 1905
Ci si chiede se i socialdemocratici (marxisti, ndc) possono essere in generale contro la violenza. É chiaro, no.
Lenin, Opere Complete, vol. 22, pag. 327
luglio 1916
Senza violenza contro chi usa la violenza e detiene le armi e gli organi del potere, il popolo non può emanciparsi dai suoi oppressori.
Lenin, Opere Complete, vol. 10, pag. 233
28 marzo 1906
Noi siamo sempre stati favorevoli a impiegare la violenza sia nella lotta delle masse che in relazione con questa lotta.
Lenin, Opere Complete, vol. 23, pag. 121
1916
L’impiego delle armi è storicamente ineluttabile e legittimo dal punto di vista del socialismo, nella sola guerra legittima che esista, quello del proletariato contro la borghesia per liberare l’umanità dalla schiavitù salariata.
Marx, Engels, Lenin, “Terrorismo e movimento operaio”, pag. 246
ottobre-novembre 1916
Se parlassimo della guerra civile prima che la gente abbia preso coscienza della sua necessità, cadremmo senza dubbio nel blanquismo. Noi siamo favorevoli alla guerra civile, ma solo quando essa sia condotta da una classe cosciente.
Si può rovesciare soltanto chi sia considerato dal popolo un oppressore.
Lenin, Opere Complete, vol. 24, pag. 236
8 maggio 1917
La violenza è uno strumento del potere.
Lenin, Opere Complete, vol. 24, pag. 239
8 maggio 1917
La necessità di educare sistematicamente le masse in questa – e precisamente in questa – idea della rivoluzione violenta, è alla base di tutta la dottrina di Marx e di Engels.
Lenin, Stato e rivoluzione, pag. 58
agosto-settembre 1917
La sostituzione dello Stato proletario allo Stato borghese non è possibile senza rivoluzione violenta. La soppressione dello Stato proletario, cioè la soppressione di ogni Stato, non è possibile che per via di “estinzione”.
Lenin, Stato e rivoluzione, pag. 58
agosto-settembre 1917
Non una sola questione della lotta di classe è stata mai risolta nella storia se non con la violenza.
La violenza, quando essa avviene da parte dei lavoratori, delle masse sfruttate contro gli sfruttatori: sì, noi siamo per questa violenza!
Lenin, Opere Scelte, vol. 4, pag. 564
11 gennaio 1918
Il richiamo al fatto che negli anni settanta Marx ammetteva la possibilità di un passaggio pacifico al socialismo in Inghilterra e in America è proprio di un sofista, cioè, più semplicemente, di un furfante che fa le sue truffe per mezzo di citazioni e richiami.
In primo luogo, anche in quegli anni Marx considerava questa eventualità come un’eccezione. In secondo luogo, a quel tempo non esisteva ancora il capitalismo monopolistico, cioè l’imperialismo. In terzo luogo, proprio in Inghilterra e in America non c’era allora un apparato militare – che oggi esiste – come strumento principale della macchina statale borghese.
Lenin, Opere Complete, vol. 28, pag. 108/109
9 ottobre 1918
Il socialismo è contro la violenza verso le nazioni. Questo è incontestabile. Ma il socialismo è in generale contrario alla violenza verso gli uomini. Però nessuno, tranne gli anarchici cristiani e i tolstoiani, ha mai da ciò dedotto che il socialismo è contrario alla violenza rivoluzionaria.
Pertanto, parlare di “violenza” in generale, senza analizzare le condizioni che differenziano la violenza reazionaria dalla violenza rivoluzionaria, significa essere un filisteo che rinnega la rivoluzione o semplicemente ingannare se stessi e gli altri con i sofismi.
Lenin, Opere Scelte, vol. 5, pag. 63/64
9 novembre 1918
Non c’è ancora stata sulla terra una classe dominante che abbia ceduto il potere senza battersi.
Lenin, Opere Scelte, vol. 5, pag. 137
14 dicembre 1918
La violenza rivoluzionaria e la dittatura sono una bellissima cosa, se si adoperano quando si deve e contro chi si deve.
Lenin, Opere Scelte, vol. 5, pag. 245
18 marzo 1919
Vi sono condizioni in cui la violenza è necessaria e utile, e ve ne sono altre in cui essa non può dare alcun risultato.
Lenin, Opere Scelte, vol. 5, pag. 206
17 aprile 1919
L’impiego della violenza è dovuto alla necessità di schiacciare gli sfruttatori, di schiacciare i grandi proprietari fondiari e i capitalisti; quando ciò sarà realizzato, rinunceremo a tutti i provvedimenti straordinari.
Lenin, Opere Scelte, vol. 5, pag. 574
2 febbraio 1920
Qualsiasi concessione all’idea di una pacifica sottomissione dei capitalisti alla volontà della maggioranza degli sfruttati e di un passaggio pacifico al socialismo non è soltanto una manifestazione di estrema ottusità piccolo-borghese, ma è anche un vero e proprio inganno nei confronti degli operai, un abbellimento della schiavitù salariata capitalistica, un occultamento della verità.
Lenin, Opere Scelte, vol. 6, pag. 103
4 luglio 1920
