Citazione di Marx, argomento Economia politica
S’intende da sé che l’economia politica considera il proletariato, cioè colui che senza capitale e senza rendita fondiaria vive unicamente del lavoro, di un lavoro unilaterale ed astratto, soltanto come lavoratore. Essa può quindi sostenere il principio che egli, al pari di un cavallo, deve guadagnare tanto che gli basti per poter lavorare.
Essa non lo considera nelle ore non dedicate al lavoro, ma affida questa considerazione alla giustizia criminale, ai medici, alla religione, alle tabelle statistiche, alla politica e alla polizia.

Marx, Manoscritti economico-filosofici del 1844, pag. 35

marzo–settembre 1844

L’economia politica prende le mosse dal lavoro inteso come l’anima propria della produzione, eppure non dà al lavoro nulla mentre dà alla proprietà privata tutto.

Marx, Manoscritti economico-filosofici del 1844, pag. 94

marzo–settembre 1844

I furfanti, gli scrocconi, i mendicanti, i disoccupati, l’uomo da lavoro affamato, miserabile e delinquente sono figure che non esistono per l’economia politica, ma soltanto per altri occhi, quelli del medico, del giudice, del becchino, del poliziotto, ecc., fantasmi fuori del suo regno.
Per l’economia politica i bisogni dell’operaio sono quindi soltanto il bisogno di mantenerlo durante il lavoro in tale misura che la razza degli operai non si estingua. Il salario ha quindi completamente lo stesso senso che la conservazione, il mantenimento in efficienza di ogni altro strumento produttivo, che il consumo del capitale in generale, necessario perché si riproduca con interessi, che l’olio dato alle ruote per conservarle in moto.
Il salario appartiene quindi alle spese necessarie del capitale e del capitalista, e non può oltrepassare il bisogno di questa necessità.

Marx, Manoscritti economico-filosofici del 1844, pag. 102

marzo–settembre 1844

L’economia politica è quindi, nonostante il suo aspetto mondano e lussurioso, una scienza realmente morale, la più morale di tutte le scienze. La rinuncia a se stessi, la rinuncia alla vita e a tutti i bisogni umani, è il suo dogma principale.
Quanto meno mangi, bevi, compri libri, vai a teatro, al ballo e all’osteria, quanto meno pensi, ami, fai teorie, canti, dipingi, combatti, ecc., tanto più risparmi, tanto più grande diventa il tuo tesoro, che né i tarli né la polvere possono consumare, il tuo capitale.

Marx, Manoscritti economico-filosofici del 1844, pag. 139

marzo–settembre 1844

L’economia politica tratta delle forme sociali specifiche della ricchezza o piuttosto della produzione della ricchezza.

Marx, Grundrisse, vol. 2, pag. 894

agosto 1857–maggio 1858

L’economia politica incomincia dalla merce, dal momento in cui dei prodotti sono scambiati con altri prodotti, sia da individui singoli che da comunità primitive. Il prodotto che viene scambiato è merce.
Ma è merce soltanto per il fatto che alla cosa, al prodotto, si collega un rapporto tra due persone o comunità, il rapporto tra il produttore e il consumatore, che qui non sono più uniti in una sola e stessa persona. Abbiamo qui sin dall’inizio un esempio di un fatto particolare, che penetra tutta l’economia e ha creato nelle teste degli economisti borghesi una confusione terribile. L’economia non tratta di cose, ma di rapporti tra persone e, in ultima istanza, tra classi; questi rapporti sono però sempre legati a delle cose e appaiono come delle cose.

Marx, Engels, Sul materialismo storico, pag.59

6 agosto 1859

Il cieco dominio delle leggi dell’offerta e della domanda, (che) costituiscono l’economia politica della borghesia, e la produzione sociale regolata dalla previsione sociale, (che) è l’economia politica della classe operaia.

Marx, Engels, Il partito e l’Internazionale, pag. 111/112

ottobre 1864

Nel campo dell’economia politica la libera ricerca scientifica non incontra soltanto gli stessi nemici che incontra in tutti gli altri campi. La natura peculiare del materiale che tratta chiama a battaglia contro di essa le passioni più ardenti, più meschine e più odiose del cuore umano, le Furie dell’interesse privato.

Marx, Il Capitale, vol. 1, pag. 34

1867

La superficialità dell’economia politica risulta fra l’altro nel fatto che essa fa dell’espansione e della contrazione del credito, che sono meri sintomi dei periodi alterni del ciclo industriale, la causa di questi periodi.

Marx, Il Capitale, vol. 1, pag. 693

1867

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