Citazione di Marx, argomento Lavoro produttivo
Lavoro produttivo, nel senso della produzione capitalistica, è il lavoro salariato.

Marx, Storia Delle Teorie Economiche, vol. 1, pag. 249

agosto 1861–giugno 1863

È produttivo solamente il lavoro salariato che crea un valore maggiore di quello che costa.

Marx, Storia Delle Teorie Economiche, vol. 1, pag. 250

agosto 1861–giugno 1863

Alla categoria degli operai produttivi appartengono naturalmente tutti coloro che collaborano alla produzione delle merci in un modo o nell’altro, dal semplice manovale fino al direttore e all’ingegnere (in quanto distinti dal capitalista).

Marx, Storia Delle Teorie Economiche, vol. 1, pag. 253

agosto 1861–giugno 1863

Un attore, per esempio, perfino un clown è perciò un lavoratore produttivo se lavora al servizio di un capitalista (l’imprenditore), al quale restituisce un lavoro maggiore di quello che da lui riceve sotto forma di salario; mentre un sartucolo che si porta al domicilio del capitalista per riparargli i calzoni, che gli crea un semplice valore d’uso, è un lavoratore improduttivo.
Il lavoro del primo si scambia contro capitale, quello del secondo contro reddito. Il primo crea un plusvalore; nel secondo si consuma un reddito.

Marx, Storia Delle Teorie Economiche, vol. 1, pag. 254

agosto 1861–giugno 1863

È chiaro perciò che nella misura stessa in cui il capitale assoggetta tutta la produzione – e quindi ogni merce è prodotta per il commercio e non per l’immediato consumo, e in questa misura si sviluppa la produttività del lavoro – si stabilisce una differenza materiale sempre più grande fra lavoratori produttivi e improduttivi.
Salvo eccezioni di poco conto, i primi produrranno esclusivamente merci, mentre i secondi forniranno solo prestazioni personali.

Marx, Storia Delle Teorie Economiche, vol. 1, pag. 258

agosto 1861–giugno 1863

È lavoro produttivo quello che produce merci, mentre è lavoro improduttivo quello che produce servizi personali.
Il primo si rappresenta in una cosa vendibile; il secondo dev’essere consumato durante l’operazione. Il primo comprende (a eccezione del lavoro che costituisce la stessa forza-lavoro) tutta la ricchezza materiale e intellettuale esistente in forma concreta, la carne al pari dei libri; il secondo comprende tutti i lavori che soddisfano a un bisogno qualunque, reale o immaginario, dell’individuo, o anche si impongono all’individuo contro il suo volere.

Marx, Storia Delle Teorie Economiche, vol. 1, pag. 271

agosto 1861–giugno 1863

La stessa specie di lavoro può essere produttiva o improduttiva. (…)
Una cantante che vende il suo canto di propria iniziativa, è una lavoratrice improduttiva. Ma la stessa cantante, ingaggiata da un imprenditore che la faccia cantare per far denaro, è una lavoratrice produttiva, poiché produce capitale.

Marx, Storia Delle Teorie Economiche, vol. 1, pag. 388

agosto 1861–giugno 1863

L’essere lavoro produttivo è una determinazione del lavoro che non ha assolutamente niente a che fare col contenuto determinato del lavoro, colla sua utilità particolare o col valore d’uso specifico in cui si rappresenta.

Marx, Storia Delle Teorie Economiche, vol. 1, pag. 388

agosto 1861–giugno 1863

Un insegnante che dà lezioni ad altri non è un lavoratore produttivo. Ma un insegnante che insieme ad altri viene assunto come salariato in un istituto per valorizzare con il proprio lavoro il denaro del proprietario dell’istituto che traffica in sapere, è un lavoratore produttivo.

Marx, Il Capitale libro primo capitolo sesto inedito, pag. 72

1863-1866

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